Joel Embiid, l’8 novembre scorso, ha contratto la malattia del Covid-19, precedendo di fatto la grande ondata di contagi che si sta abbattendo sulla NBA. Il suo rientro in campo è avvenuto dopo circa 20 giorni nella partita contro i Minnesota Timberwolves, persa dai Philadelphia 76ers con il punteggio di 121-120 all’overtime.
Nonostante i 42 punti fatti registrare da Embiid al suo rientro contro Minnesota, nelle successive due partite il centro di Philadelphia ha avuto diversi problemi al tiro. Nella partita contro gli Orlando Magic, vinta dai 76ers per 101-96, Embiid ha fatto registrare 16 punti, ma con un brutto 4 su 16 al tiro. Stesso discorso anche per la partita di questa notte, vinta dai Boston Celtics per 88-87, con Embiid autore di 13 punti con un 3 su 17 al tiro.
Queste prestazioni sono sicuramente da imputare ai postumi della malattia. A confermalo, è proprio il giocatore in una intervista rilasciata del post gara di questa notte: “Non userei mai questo come scusa, ma penso che ci vorrà un po’ per riprendermi del tutto. Soprattutto per le gambe, il cardio e così via. Questo vuol dire che ogni singolo giorno devo continuare a lavorare sodo per migliorare sempre più.”
76ers, non solo “colpa” di Joel Embiid
Tuttavia, nonostante la non brillante prestazione al tiro di Embiid, anche il resto della squadra ha litigato molto con il canestro. Nel corso della partita di questa notte contro i Celtics, i 76ers hanno tirato con il 37.1% dal campo, con 8 su 31 da tre punti. Percentuali molto basse, per una squadra che dall’8-2 iniziale, si ritrova adesso con un record di 11-11, pagando di molto lo scotto dell’assenza del centro camerunense di nove partite.
Ad ogni modo, Embiid al termine della gara ha voluto prendersi gran parte della colpa, con delle parole da leader per cercare di caricare il resto della squadra: “Non posso giocare nel modo in cui ho giocato queste due partite. In particolare quando vado a tirare. Se le squadre vogliono raddoppiarmi e non riesco ad effettuare canestri facili, devo riuscire a creare gioco per me e per i miei compagni di squadra.” Il numero 21 di Philadelphia ha chiuso la partita con 13 punti, 18 rimbalzi e 6 assist. Nel corso della gara, ha subito anche un colpo alla mano da Enes Kanter Freedom in un’azione al tiro.
Nel post gara è intervenuto anche l’allenatore dei Philadelphia 76ers, Doc Rivers. L’allenatore è risultato visibilmente non soddisfatto della prestazione dei suoi. Ha, inoltre, parlato delle condizioni di Embiid post Covid: “Tutti coloro che hanno contratto il Covid-19 non riesco a sapere quando torneranno al meglio della condizione. Alcuni tornano velocemente e giocano subito bene, per altri invece ci vuole più tempo. Embiid sta lottando e lavorando molto, dobbiamo continuare a coinvolgerlo e lasciarlo giocare liberamente.”
I Philadelphia 76ers, con l’assenza di Ben Simmons ormai dall’inizio di questa stagione, hanno un serio problema nel far girare la palla. Ciò viene spesso sottolineato da Joel Embiid. Infatti, il giocatore a causa di questo problema non riesce mai a prendersi tiri “facili” o puliti, perché sempre raddoppiato dalle squadre avversarie. “Per tutta la stagione non ho mai avuto tiri facili. Sento che devo lavorare su tutto. Per questo ho detto che dobbiamo comunicare maggiormente. Devo trovare modi per costruirmi tiri migliori. Devo essere aggressivo e fare maggiori giocate.”

