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NBA All-Star Saturday, i vincitori: Adebayo, Hield e Jones Jr i protagonisti della serata

di Michele Gibin

Sono Bam Adebayo dei Miami Heat, Buddy Hield dei Sacramento Kings e Derrick Jones Jr degli Heat i vincitori dell‘All-Star Saturday 2020 a Chicago.

Adebayo si è imposto nello Skills Challenge, gara di abilità tra slalom, passaggi precisi e tiri da tre punti, battendo in finale Domantas Sabonis degli Indiana Pacers. I due lunghi avevano battuto nei round precedenti le guardie Spencer Dinwiddie dei Brooklyn Nets e Patrick Beverley dei Los Angeles Clippers, e le ali Jayson Tatum dei Boston Celtics e Khris Middleton dei Milwaukee Bucks.

Bam Adebayo è il primo giocatore dei Miami Heat a vincere lo Skills Challenge dal 2007, quando fu Dwyane Wade a battere tutti. Il lungo degli Heat, che assieme a Sabonis domenica giocherà il primo All-Star Game della sua carriera, ha dedicato il premio a mamma Marylyn Blount. “Io e Sabonis abbiamo dimostrato che ormai non esistono più ruoli, centri, ali… ci sono giocatori di 210cm che sanno portare il pallone e condurre un attacco, il gioco è cambiato ed è impressionante, a pensarci. Il premio lo darò a mia mamma, dopo tutti i sacrifici fatti per me è il minimo che possa fare“.

Three point shootout, Buddy Hield sulla sirena!

La gara del tiro da tre punti prevedeva quest’anno la novità “deep three”, due tiri del valore di tre punti da segnare da “distanza logo”. Con l’allungarsi del percorso, i tiratori hanno avuto dieci secondi extra di tempo per completare ogni round.

Buddy Hield dei Sacramento Kings ha battuto solo all’ultimo tiro Devin Booker dei Phoenix Suns, già campione nel 2018 e subentrato dopo il forfait per infortunio di Damian Lillard dei Portland Trail Blazers. 28-26 il punteggio finale in favore di Hield, che ha segnato 4 dei 5 palloni sul suo ultimo carrello, infilando il tiro del sorpasso proprio allo scadere dei 110 secondi a disposizione.

Hield, Booker e Davis Bertans degli Washington Wizards i tre finalisti, mentre si sino fermati al primo turno Devonte’ Graham degli Charlotte Hornets, Duncan Robinson dei Miami Heat, Trae Young degli Atlanta Hawks, Joe Harris dei Brooklyn Nets – campione uscente – e Zach LaVine dei Chicago Bulls.

Da tiratore, vincere la gara del tiro da tre punti è una di quelle cose che devi provare a fare“, così HieldE con degli avversari così, è ancora più bello. L’ultimo tiro? Ho sentito lo speaker dell’arena ricapitolare il punteggio, ero a 25 ed avevo bisogno di due canestri per vincere, allora mi sono concentrato. La vittoria la dedico alla mia terra (le Bahamas, ndr), spero di aver dato un esempio: io vengo da lì, e se posso fare io cose del genere, lo possiamo fare tutti, credendo in Dio e nel duro lavoro. Con la Mamba Mentality“.

Slam Dunk Contest: Jones Jr e Gordon a oltranza (e col “giallo” finale)

Una delle gare delle schiacciate più belle di sempre si chiude con il duello rusticano tra Aaron Gordon degli Orlando Magic e Derrick Jones Jr dei Miami Heat.

I due si sfidano in finale dopo aver superato Dwight Howard dei Los Angeles Lakers e Pat Connaughton dei Milwaukee Bucks. La guardia dei Bucks ha portato avanti con onore la tradizione degli schiacciatori bianchi, citando persino Woody Harrelson e “White men can’t jump” del 1988 e schiacciando sopra a Christian Yelich dei Milwaukee Brewers, ma non è bastato per accedere alla finale.

Dwight Howard, tornato allo slam dunk contest a 10 anno all’ultima apparizione, ha riproposto la sua “Superman” con cui vinse nel 2008 ed ha omaggiato Kobe Bryant con una maglia speciale, col numero 24 del Black Mamba cucito sul petto.

Gordon e Jones Jr si sono sfidati a colpi di windmill e schiacciate in mezzo alle gambe, avvalendosi del supporto di Chance the Rapper, e di Markelle Fultz. Aaron Gordon ha collezionato quattro “50” nelle sue prime quattro schiacciate. Dopo due round di finale, e con i due schiacciatori pari, la sfida è andata ad oltranza, con Gordon che tenta di calare l’asso schiacciando sopra i 231 cm di Tack Fall dei Boston Celtics.

La schiacciata non basta però per convincere i giudici, Gordon totalizza solo un “47” che non è sufficiente a ribaltare il “48” finale di Jones Jr e della sua windmill eseguita staccando appena dopo la line del tiro libero.

Altra delusione cocente per Gordon, dopo quella dell’edizione 2016 e della sfida con Zach LaVine. “Ho preso quattro 50 di fila, anzi cinque… me l’hanno fatta. Cinque 50 di fila? E’ finita, non si può fare di meglio, e invece niente. Chi decide queste cose? Questa è la mia ultima volta, avrei dovuto vincere oggi e anche nel 2016“.

A pesare sono stati i tre “9” di Dwyane Wade, Scottie Pippen e Chadwick Boseman, giudici della serata assieme a Candace Parker e Common, che ha commentato: “La cosa giusta sarebbe stato un pareggio, lo avevamo chiesto, ma qualcosa non ha funzionato. Per me è finita pari, tutti noi la pensiamo così, sarebbe dovuta andare così“.

Credo che i giudici abbiamo penalizzato il fatto che (Gordon, ndr) abbia toccato la testa di Fall col corpo, per cui una schiacciata non perfetta“, così il vincitore Derrick Jones JrPensavo però che gli avrebbero dato un ’48’ e che ci avrebbero dato un altro tentativo“.

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