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“Kobe!”, il buzzer beater di Anthony Davis lancia i Lakers in gara 2

di Michele Gibin

Il buzzer beater di Anthony Davis dà ai suoi Los Angeles Lakers il successo in gara 2 delle finali di conference contro i Denver Nuggets di Nikola Jokic, l’ex giocatore dei Pelicans incornicia con il tiro vincente allo scadere della partita una prova da 31 punti e 9 rimbalzi.

A Orlando, gara 2 tra Lakers e Nuggets termina 103-102, Davis segna nel finale gli ultimi 10 punti dei gialloviola e replica a Nikola Jokic, che a 20 secondi dalla sirena aveva mandato avanti Denver con un semigancio destro. Il duello tra Davis e Jokic è stato l’highlight del finale di gara 2: dopo la ripassata della prima partita, Denver si gioca le sue carte per il pareggio nella serie e a poco più di 2 secondi dalla fine è ancora avanti 103-102, dopo la stoppata di Jamal Murray sul tentativo del sorpasso di Danny Green.

La palla rotola fuori per una rimessa dal fondo dei Lakers. LeBron James, il pericolo pubblico numero 1 per i Nuggets in quella situazione, blocca invece per Davis che batte il recupero di Jokic e si alza da tre punti dopo la ricezione. Il tiro è pulitissimo e finisce sul fondo della retina sulla sirena, mentre Anthony Davis viene travolto dall’entusiasmo dei suoi compagni a bordo campo.

Nikola Jokic segna tutti gli ultimi 11 punti dei Nuggets, chiude con 30 punti, 6 rimbalzi e 9 assist ma si deve arrendere.

Nel secondo tempo di gara 2, Anthony Davis è stato in grado di salire di livello in attacco quando i Nuggets hanno provato a bloccare un LeBron James da 21 punti nei primi 24 minuti. Nel quarto periodo, un James apparso un poco affaticato ha spesso sbattuto contro il muro difensivo di Denver, LeBron ha comunque chiuso la sua partita con 30 punti e 11 rimbalzi in 36 minuti, ma con 6 palle perse.

Davis ha invece segnato 21 dei suoi 31 punti finali nel secondo tempo, comprese due triple che danno prima il +8 ai Lakers (100-92) a circa tre minuti dal termine, e quella della vittoria dopo la rimonta Nuggets targata Jokic.

Vogel: “Il buzzer beater di Anthony Davis? Un tiro alla Kobe”

Dopo la partita, tocca a AD rivivere gli ultimi istanti di gara: “Dopo l’ultimo canestro di Jokic ero abbastanza arrabbiato perché non avevo fatto abbastanza“. Il serbo dei Nuggets aveva segnato il momentaneo vantaggio proprio contro Davis, spalle a canestro “E’ stato Rondo a dirmi di non preoccuparmi, che lui aveva segnato contro di me ed io ora potevo rispondere“.

E così è stato, e per Davis il buzzer beater di gara 2 è stato il primo in carriera in maglia Lakers, festeggiato con un urlo forte e spontaneo dopo il canestro: “Kobe!… Lui ne ha segnati così tanti di tiri del genere… sembra quasi un sogno, un momento speciale per me e per la squadra. Fare una cosa così, con indosso questa maglia poi (i Lakers hanno indossato la maglia nera e oro omaggio a Kobe Bryant, ndr), rende tutto più speciale“.

Un tiro che Kobe Bryant avrebbe segnato“, così coach Frank Vogel che sull’ultimo possesso ha scelto Davis come ricevitore “Uscire da un blocco e prendere e tirare così, nella partita più importante della stagione, un tiro da Mamba“.

Stasera è stato il suo momento, non tutti i tiri del genere potranno sempre entrare ma si tratta solo di avere il coraggio di prenderseli e poi accettare il risultato“, così LeBron James.

I Denver Nuggets sono andati di nuovo vicini ad una rimonta ormai marchio di fabbrica in questi playoffs. Sotto anche di 16 punti nel secondo quarto (52-36) e di nuovo di 8 punti a fine quarto periodo, Nikola Jokic e compagni hanno sfiorato la vittoria che avrebbe pareggiato la serie. Anche sull’ultima azione dei Lakers, la difesa dei Nuggets aveva prima chiuso alla perfezione su James che aveva trovato Kentavious Caldwell-Pope e quindi Alex Caruso (9 punti in 29 minuti) sul perimetro. Sull’errore di Caruso si era poi lanciato Danny Green, stoppato da Murray con 2-1 secondi ancora da giocare.

I Lakers hanno catturato in partita 13 rimbalzi offensivi, compreso l’ultimo che ha poi dato a Anthony Davis il tiro vincente. Per i Nuggets, 25 punti in 44 minuti per Jamal Murray e 15 in soli 20 minuti dalla panchina per Michael Porter Jr.

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