La gara tenutasi il 30 di dicembre in quel di San Antonio è sicuramente passata alla storia: in un mondo, in particolare quello sportivo, spesso regolato da pregiudizi nei confronti del sesso femminile, Becky Hammon è diventata la prima donna ad allenare in prima persona una squadra NBA. Hammon è entrata a far parte dello staff degli Spurs nel 2014, e da quel giorno ha sempre rivestito la carica di assistente allenatore al fianco di coach Gregg Popovich, tuttavia nella notte tra mercoledì e giovedì un qualcosa è cambiato.
Popovich, a seguito di continue lamentele abbastanza accese nei confronti della terna arbitrale, è stato espulso dalla gara nel solo primo quarto. Come afferma il regolamento della lega, ad espulsione del capo allenatore, subentra alla guida della formazione il rispettivo vice: è stato in questo esatto momento che Hammon ha preso le redini di San Antonio, guidando i suoi Spurs fino al termine del match, che si è concluso sul 121 a 107 consegnando la vittoria agli avversari Los Angeles Lakers.
Mentre il mondo dei media e dei social, dopo aver appurato l’accaduto, è andato in totale visibilio vista la portata storica dell’avvenimento, coach Popovich ha cercato di ristabilire un certo ordine generale affermando che, innanzitutto, la sua vice aveva ed ha tutte le carte in regola per svolgere un tale incarico, inoltre, il settantunenne ha voluto sottolineare quanto sia evidente una mancanza di figure femminili nel mondo professionale odierno.
Becky Hammon sale temporaneamente alla guida degli Spurs, coach Popovich: “Se lo è meritato”
Sulla via per lo spogliatoio, coach Gregg Popovich si è mostrato più emozionato che frustrato, avendo intuito cosa sarebbe successo da lì a poco. “Non abbiamo assunto Becky per farle fare la storia“, ha affermato lo storico allenatore degli Spurs. “Si è guadagnata quel posto, se lo è meritato. Lei è una persona altamente qualificata, ed è in grado di svolgere quel ruolo. Ho voluto, tanti anni fa’, che prendesse parte al mio staff per le sue doti. Poi lei è una donna, fatto che dovrebbe essere del tutto irrilevante, ma tuttavia nel nostro mondo non lo è“.
“Conosce meglio lei i Lakers rispetto a me“, ha aggiunto Popovich, facendo riferimento al compito che Becky Hammon svolge abitualmente: quello di effettuare lo scouting degli avversari e la preparazione della fase difensiva. Il settantunenne ha inoltre aggiunto che nel mondo sportivo, in particolare nel panorama NBA, sono ovviamente presenti svariate donne altrettanto qualificate il cui potenziale viene però spesso limitato da pregiudizi infondati.
“Le donne svolgono lo stesso lavoro, anche meglio, degli uomini. Non c’è alcuna ragione per cui Becky, o tante altre donne, non possano allenare in NBA. Io conosco bene Becky, sono consapevole delle sue capacità e del suo valore, ed è per questo che ritengo avrà un futuro molto limpido e produttivo in questa lega. Capisco l’attenzione mediatica che ha ricevuto, ma onestamente credevo avessimo già superato certi pregiudizi per considerare tale avvenimento come un qualcosa di normale, viste le doti di Becky, e non come un qualcosa di così importante dal punto di vista storico“.
Hammon, prima di diventare membro dello staff Spurs, ha conseguito un’ottima carriera a livello WNBA: in 16 stagioni totali tra New York Liberty e San Antonio Silver Stars, ha totalizzato ben sei apparizioni alla gara delle stelle.

