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Brown: “Ben Simmons? La sua carriera non sarà definita da un tiro da tre punti”

di Michele Gibin

Da bravo ex calciatore, Joel Embiid ha abbracciato il compagno Ben Simmons come si farebbe col proprio centravanti dopo un gol in rovesciata, dopo la prima tripla in carriera del giocatore australiano.

Contro i cinesi del Ghuangzhou Long-Lions, Simmons ha chiuso il primo tempo della gara con un tiro da tre punti allo scadere, dal palleggio. Una soluzione che come testimoniato dai tantissimi video di workout estivi presenti in rete, la giovane star dei Sixers ha allenato ed affinato durante la off-season. Nel post partita l’aria da “non sarete mica sorpresi?” non è cambiata sul volto fiducioso ai limiti dell’arroganza di Simmons, che si e semplicemente limitato a dare i giusti meriti al tanto lavoro fatto.

So in cosa sono bravo, e so in cosa eccello. Ci sono cose su cui devo lavorare, ma il mio modo di giocare non cambierà da un giorno all’altro. Non mi metterò a sparare tiri da tre punti come Klay Thompson e Steph Curry. Sto crescendo e continuerò a lavorare duro

Una buona parte del progresso come giocatore di pallacanestro per Ben Simmons, point guard dal fisico LeBroniano, ambidestro e con istinti difensivi e per i palloni vaganti da giocatore di football australiano (quale il giovane Ben è stato, a Melbourne), sta e starà in futuro nella sua capacità di convincere abbastanza persone (i.e. abbastanza avversari) di poter segnare con buona continuità un tiro frontale da tre punti, onde evitare soprattutto ai playoffs marcature a metri di distanza che lo costringano, come successo nella serie di semifinale di conference 2019, ad operare lontano dalla palla, da ricevitore sulla linea di fondo o da bloccante.

Ben Simmons

I Sixers 2019\20 non avranno più Jimmy Butler, che all’occorrenza ha vestito i panni di trattatore primario del pallone. Il suo sostituto Josh Richardson non è quel tipo di giocatore, Tobias Harris ha sperimentato soprattutto ai Clippers nel ruolo di palleggiatore in situazione di pick and roll centrale, ma prevalentemente come mezzo per crearsi un tiro, e Al Horford è pur sempre un centro. L’unica point guard “rimasta” ai Sixers è Simmons, che dovrà fare per la prima volta da guida, in attacco e in difesa, di una squadra che punta senza mezzi termini alla finale NBA.

Coach Brett Brown non ha mai posto limiti a Simmons, pazientando lo scorso anno quando chiunque attorno all’australiano lo implorava di guardare almeno il ferro da oltre i 5 metri, spiegando: “Quel tiro arriverà, Simmons lo farà alla sua maniera“, e stimolando l’australiano a dare il meglio di sé a tutto campo: “Quel che mi preme di più è vederlo competere per un quintetto difensivo stagionale, quel che mi interessa di più è vederlo senza esitazioni in campo aperto, dove è il giocatore più veloce della NBA“.

Esaltarsi pensando che siano i tiri da tre punti a definire la carriera di Simmons non è cosa giusta, è un discorso che ha stancato, sinceramente

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