Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiBoston Celtics, tutte le sfide che il nuovo proprietario dovrà affrontare

Boston Celtics, tutte le sfide che il nuovo proprietario dovrà affrontare

di Michele Gibin

Sostenere che la famiglia Grousbeck abbia deciso di vendere dopo 23 anni i Boston Celtics perché “spaventata” dall’idea di trovarsi una squadra da 500 milioni di dollari di contratti dal 2026 può apparire singolare, vista la cifra record da 6.1 miliardi di dollari per la cessione della franchigia a Bill Chisholm, annunciata giovedì.

La famiglia Grousbeck, con Wyc come rappresentante, rilevò i Celtics nel 2002 per circa 360 milioni di dollari, e 23 anni dopo il plusvalore della compravendita salta all’occhio anche di chi è tutt’altro che esperto di finanza. Dopo la vittoria del titolo NBA numero 18 dei Celtics, per i Grousbeck era arrivato il momento giusto per vendere la squadra, per motivi anche dichiarati di politica di gestione del corposo patrimonio della famiglia, e di tasse di successione dal patriarca Irving Grousbeck, oggi 91enne, ai figli.

Roba da miliardari, potrebbe obiettare qualcuno e in fondo è anche vero. Ciò che era sicuro sin dall’annuncio dei Grousbeck, a giugno subito dopo la vittoria del titolo, è che quella dei Boston Celtics sarebbe stata una vendita da record e così è stato. Sia per la NBA sia per lo sport USA in generale.

Detto questo, resta vero che le sfide salariali che i Grousbeck hanno comunque deciso di non affrontare, le dovrà affrontare il nuovo gruppo proprietario guidato da Chisholm. Quali?

I Boston Celtics potrebbero diventare nel 2025-26 la prima squadra NBA della storia a sfondare quota 500 milioni di dollari di salary cap, tra i contratti dei giocatori e l’ammontare della luxury tax per la prossima stagione. Nel 2025-26 scatterà l’estensione al supermax salariale da 313.9 milioni di dollari in 5 anni firmata da Jayson Tatum mentre è già in essere l’estensione da 305 milioni di dollari firmata nel 2023 da Jaylen Brown. Tatum, Brown e Jrue Holiday saranno sotto contratto almeno fino al 2028, Derrick White ha firmato a propria volta nel 2024 un’estensione da 5 anni. Payton Pritchard, altro elemento fondamentale per i Celtics di oggi, è sotto contratto fino al 2028 con un accordo vantaggiosissimo visto il rendimento eccellente dell’ex Oregon, tra i candidati al premio di sesto uomo dell’anno.

Altri giocatori di contorno come Sam Hauser, Neemias Queta e il rookie Baylor Scheierman sono sotto contratto fino al 2027 e oltre.

Al Horford sarà free agent al termine della stagione, alla faccia dei suoi 38 anni “nonno” Al è ancora una parte importantissima della difesa dei Celtics, in questa stagione il veterano ex Hawks ha dovuto coprire i buchi lasciati sotto canestro suo malgrado da Kristaps Porzingis, che aveva ininizato ai box la stagione e ha giocato tra un acciacco e un problema fisico appena 34 partite a oggi. E Horford non ha mai perso un giro.

Anche Luke Kornet, prezioso come terzo lungo di rotazione e titolare alla bisogna, sarà free agent ma il dossier più delicato per il nuovo proprietario sarà quello di Porzingis. Il forte giocatore lettone sarà free agent nel 2026 ma diventerà eleggibile per un’estensione di contratto già nell’estate 2025. Quando è stato in campo, KP lo ha fatto con efficacia, 19.3 punti di media con 6.8 rimbalzi e il 39% da tre punti con 1.6 stoppate a partita, il suo problema storico è l’affidabilità e l’ex Mavs e Wizards va per i 30 anni. Anche Jrue Holiday, 34 anni, ha giocato una stagione al di sotto del suo livello abituale e il suo contratto rischia di invecchiare presto e male, nel 2028 l’ex Bucks avrà 38 anni suonati.

La cifra di 500 milioni di dollari già citata è quella che oggi i Celtics pagherebbero per i soli 11 giocatori già sotto contratto per la prossima stagione, quindi al netto dei potenziali rinnovi di Al Horford e Luke Kornet. Uno scenario in cui a Boston potrebbero prendere in considerazione l’idea di cedere sul mercato alcuni dei giocatori, e quindi dei contratti, più “spendibili” tra cui Sam Hauser a cui si potrebbe rinunciare avendo già Scheierman a roster e con qualità simili, e Payton Pritchard. PP avrebbe parecchio mercato dopo una stagione da oltre 14 punti di media dalla panchina, e con un contratto da appena 30 milioni di dollari in 4 anni in essere.

Nell’estate 2025, repeat o meno, i Boston Celtics potrebbero trovarsi a scegliere – di fatto – tra Porzingis e Pritchard esplorando il mercato per il giocatore lettone, arrivato al suo ultimo anno di contratto e per scaricare i 30.7 milioni di dollari previsti per il 2025-26. Operazione non semplice: per quanto inossidabile, Horford compirà 39 anni a giugno e alle sue spalle Luke Kornet (se restasse), Neemias Queta e Xavier Tillman Sr non offrono garanzie. Dall’altra parte Payton Pritchard è stata la ragione per cui in questa stagione Boston non ha patito quasi per nulla il calo di Jrue Holiday. L’ex point guard dei Bucks ha avuto problemi fisici e un’annata difficile ma non è un giocatore finito, sebbene anche il suo contratto lungo e impegnativo potrebbe diventare spendibile sul mercato nei prossimi mesi.

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