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Wizards, Bradley Beal non ha ancora deciso se giocherà ad Orlando

di Filippo Beltrami

La stella degli Washington Wizards Bradley Beal ha detto che non sa ancora se parteciperà al ritorno della NBA nella “bolla” di Orlando.

Beal si sta allenando come se dovesse tornare a giocare ma non ha ancora  deciso “che strada scegliere”. Gli Wizards sono una delle 9 squadre della Eastern Conference che giocheranno ad Orlando dopo uno stop di quattro mesi a causa del coronavirus. Per adesso il loro record era di 24 vittorie e 40 sconfitte.

NBA, cosa succederà ad Orlando

È stato programmato che ognuna delle 22 squadre che andranno in Florida dovrà giocare 8 partite di stagione regolare, cominciando il 30 luglio. Finita la regular season, se, nelle rispettive conference, le squadre che sono in nona posizione hanno una differenza di massimo quattro partite con le squadre che sono in ottava posizione, allora queste due squadre si scontreranno un’altra volta per decidere chi andrà ai playoffs. gli Washington Wizards sono a 5.5 partite dietro agli Orlando Magic e quindi ne avranno di lavoro da fare.

Nel caso Washington andasse ad Orlando senza Beal, tuttavia, le loro chance per giocare i playoffs si ridurrebbero di molto. La 27enne guardia tiratrice è stata per due volte All-Star ed era nel bel mezzo della sua miglior stagione, prima che si fermasse tutto. Nelle 57 partite che ha disputato, il prodotto dell’università della Florida viaggiava con un massimo in carriera di 30.5 punti, 6.1 assist e 3 triple a partita, accompagnati da 4.2 rimbalzi e 1.2 palle rubate.

Bradley Beal sul tema delle ingiustizie sociali: “Giocare non sarà una distrazione”

Secondo Franz Katz di The Athletic, Beal ha indicato che nel caso decidesse di non giocare, sarà solo a causa del coronavirus e non delle ingiustizie sociali. “Abbiamo smesso di giocare a basket per colpa del COVID-19. Non abbiamo smesso per le ingiustizie sociali. Io sento che possiamo ancora sensibilizzare le persone giocando a basket. Capisco coloro che dicono che è una distrazione. Io, però, non penso che lo sia.”

Adrian Wojnarowski di ESPN ha riportato che il mese scorso, la point guard dei Brooklyn Nets Kyrie Irving ha parlato al telefono con circa 100 giocatori cercando di dare un motivo a tutti per decidere di non giocare e focalizzarsi sui problemi sociali. Wojnarowski ha notato che parecchi giocatori sono dalla parte di Irving ma che comunque la maggior parte di loro dovrebbe scendere in campo.

La lista dei giocatori che non scenderanno in campo, è composta dall’ala degli Wizards Davis Bertans, dall’ala dei Blazers Trevor Ariza, dalla guardia dei Lakers Avery Bradley, dal centro dei Mavericks Willie Cauley-Stein e dai due compagni di squadra ai Nets, DeAndre Jordan e Wilson Chandler.

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