Gli avvocati difensori della giocatrice WNBA Brittney Griner hanno depositato un appello contro la sentenza a 9 anni di carcere inflitta all’atleta americana per possesso e traffico di stupefacenti in Russia.
I legali avevano annunciato la volontà di appellarsi già pochi minuti dopo la sentenza. L’obiettivo è di evitare che Griner sia trasportata in una colonia penale mentre il tribunale esamina l’appello, e soprattutto mentre le diplomazie di Stati Uniti e Russia sono al lavoro per trovare un delicato accordo sullo scambio di detenuti che dovrebbe riportare in patria la giocatrice delle Phoenix Mercury e il cittadino USA Paul Whelan, detenuto dal 2020.
Nell’appello, gli avvocati Maria Blagovolina Alexander Boykov sostengono che la pena a 9 anni e mezzo, sostanzialmente il massimo della pena possibile per il tipo di reato di cui è stata riconosciuta colpevole Griner, sia stata troppo severa e in controtendenza con la giurisprudenza tipica, che vede condanne attorno ai 5 anni di reclusione per reati del genere, e possibilità di rilascio e libertà vigilata.
La posizione del governo USA anche dopo la sentenza è stata di riconoscere Brittney Griner, come Whelan, “detenuto ingiustamente” e vittima di un gioco politico e diplomatico da parte di Mosca. Per voce del segretario di Stato Antony Blinken, già prima della sentenza il governo aveva proposto uno scambio di detenuti alla Russia, trattativa che il ministero degli Esteri russo ha accettato dopo la condanna, come prescrive la legge russa.
In cambio di Griner e Whelan, gli Stati Uniti dovrebbero concedere il rimpatrio del trafficante d’armi Viktor Bout, che sta scontando una pena di 25 anni in America per terrorismo. Nella trattativa la Russia avrebbe chiesto anche il rimpatrio di Vadim Krasikov, un ex funzionario legato all’agenzia di spionaggio nazionale FSB, che è stato condannato in Germania nel 2021, con l’accusa di omicidio di Zelimkhan Sultanovich Khangoshvili, un cittadino georgiano ceceno e militare e oppositore politico del regime russo.
Un potenziale scoglio quest’ultimo alla trattativa: Krasikov è detenuto in Germania e occorrerà il nulla osta del governo tedesco per procedere. Un altro potenziale obiettivo per la Russia potrebbe essere poi Vladislav Klyushin, un insider del Cremlino, estradato a dicembre dalla Svizzera agli Stati Uniti, con l’accusa di insider trading.
Tra i due, Klyushin potrebbe essere molto più prezioso per la Russia. L’intelligence russa ha infatti concluso che ha accesso a documenti relativi all’hacking dei server del Partito Democratico, in particolare durante le elezioni presidenziali del 2016. Infatti, uno dei presunti co-cospiratori di Klyushin, che rimane a piede libero, è stato precedentemente accusato di aver interferito nel voto.

