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Carmelo Anthony in copertina su Slam Magazine col suo messaggio: “Ora basta!”

di Michele Gibin

Prima di buttarsi nella ripresa della stagione NBA a Orlando con in suoi Portland Trail Blazers, Carmelo Anthony diventa editor per un giorno a Slam Magazine, e va in copertina con il suo messaggio di giustizia sociale.

It stops now“, finisce qui, recita la copertina su sfondo nero che ritrae Melo ed il figlio Kiyan, di 13 anni. Si parla di razzismo in America e violenze della polizia contro i cittadini neri USA, di cui George Floyd e Breonna Taylor sono gli ultimi due esempi di una serie drammatica e lunga, e l’ultimo numero di Slam ospita i contributi di tanti atleti NBA di oggi e di ieri: Kareem Abdul-Jabbar, Mahmoud Abdul-Rauf, Oscar Robertson, Spencer Haywood, Sheryl Swoopes, poi ancora Stephen Jackson e Thabo Sefolosha.

Ne abbiamo abbastanza“, così Anthony nel suo editoriale, che cita le suppliche di alcune delle vittime registrate dai video che ritraggono gli episodi di violenza: “I can’t breathe“, “Please, don’t let mie die“. E poi le parole di Malcom XPenso che arriveremo ad uno scontro tra gli oppressi e gli oppressori, credo che arriveremo ad uno scontro tra chi vuole libertà, giustizia e uguaglianza per tutti e chi vuole preservare questo regime di sfruttamento“.

E ancora, le parole di “It’s because I’m black” di Syl Johnson, 1969: “Le sfumature scure della mia pelle aggiungono solo colore alle mie lacrime“.

Melo prende posizione contro una società americana multietnica, ma che ancora non riesce a risolvere i suoi problemi di razzismo endemico, e redarguisce quanti possano pensare che le proteste si esauriranno in fretta: “Pensavo che questi muri sarebbero caduti presto, e così forse hai pensato anche tu mentre aspettiamo che le cose cambino (…) ma noi dobbiamo continuare a lottare, a rendere le cose migliori, ci stiamo provando ma non possiamo fermarci ora“.

Non perdiamo di vista l’obiettivo, non scordiamoci di chi siamo in questa battaglia“.

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