fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston Celtics Celtics, Tristan Thompson si presenta: “Sono il fit giusto per questo gruppo”

Celtics, Tristan Thompson si presenta: “Sono il fit giusto per questo gruppo”

di Francesco Catalano

La free agency dei Boston Celtics non è stata scoppiettante, ma mirata: son arrivati infatti Tristan Thompson e Jeff Teague. Se l’ex Hawks è una buona point guard di riserva per fare riposare Kemba Walker, Thompson rappresenta il tipo di giocatore che più serviva ai biancoverdi.

Anche alla luce della sconfitta per 4 a 2 in finale di Conference contro i Miami Heat, si è detto ripetutamente che la pedina che mancava alla squadra di coach Brad Stevens era un centro. Ma non un centro passatore come già è Daniel Theis, ma uno che sappia essere un vero rim protector e che faccia sentire seriamente la sua presenza sotto canestro. Erano tanti i nomi, in tal senso, che erano stati accostati a Boston, ed alla fine è arrivato Tristan Thompson.

La via che portava a Serge Ibaka forse era troppo onerosa (anche se alla fine ha firmato per i Los Angeles Clippers alle stesse cifre: biennale da 19 milioni di dollari) e quella per Myles Turner – che doveva prevedere una sign-and-trade con al centro Gordon Hayward – non si è concretizzata. Per cui, il nome più significativo che era rimasto sulla piazza era quello di Double T.

Ieri l’ex lungo dei Cavs ha avuto il primo incontro con i media ed ha fatto capire fin da subito come l’interesse dei Celtics verso di lui sia stato forte. “Ho avuto contatti con tanti giocatori e ho capito che qu ero veramente voluto. Mi hanno fatto capire che potevo diventare un pezzo importante del progetto. Quindi è stata una decisione semplice da prendere”.

Tristan Thompson rivela l’interesse dei Celtics: “Sono stato fortemente voluto. Qui c’è un bel progetto”.

Da quanto si è capito, i tre leader della squadra (Jayson Tatum, Jaylen Brown e Marcus Smart) hanno preferito Thompson a Myles Turner. In primo luogo perché è un giocatore con più esperienza, meno acerbo e già pronto per le grandi sfide. Double T, infatti, è stato uno degli interpreti più importanti dei Cleveland Cavaliers di LeBron James, per cui ha un certo feeling con le apparizioni alle NBA Finals – palcoscenico in cui i Celtics vogliono assolutamente tornare.

Ho avuto fin da subito un bel rapporto con Jaylen (Brown, ndr): l’ho conosciuto fin dal momento in cui è stato draftato. Ho parlato anche con JT (Jayson Tatum, ndr) e anche lui mi ha voluto a Boston. Ainge mi ha chiamato quando ero disponibile e mi ha detto quanto sarei stato il pezzo giusto da inserire nel progetto che hanno in mente. Ho avuto contatti anche con Kemba: lo conosco fin dai tempi in cui giocavamo insieme all’High School”.

Insomma, sembra proprio che Double T sia stato fortemente voluto dall’ambiente biancoverde. La sua determinazione e la sua ferocia sotto canestro erano probabilmente il tassello che mancava a coach Stevens per disporre di una squadra completa. Poi, un allenatore come Stevens ormai lo conosciamo: non si accontenterà di questo, ma proverà anche ad ampliare il raggio di tiro dell’ex Cavaliers. Potrebbe iniziare a farlo tirare anche dall’arco facendogli fare la stessa evoluzione che aveva messo in atto pure con Aaron Baynes. E lo stesso Thompson sembra pronto a mettersi in gioco.

Ho tanto su cui migliorare e ho intenzione di continuare qui ai Celtics il mio percorso di crescita. Mi sento veramente bene. Questi mesi lontano dal campo sono stati il mio “giorno della marmotta”: nel frattempo mi sono mantenuto in forma nella mia palestra personale. Penso che posso anche portare un po’ aria fresca visto che questi ragazzi non hanno avuto una off-season”.

Sulla carta, infatti, Tristan Thompson sembra essere proprio il fit giusto per i Boston Celtics che abbiamo visto negli scorsi playoffs. E a saperlo per primi sono stati gli stessi giocatori biancoverdi che infatti lo hanno voluto fortemente. Ora non rimane che aspettare il verdetto del campo e vedere se i Celtics 2020/21 possono veramente ambire al titolo NBA.

 

Potrebbe interessarti anche

1 Commenta

Giorgio 4 Dicembre 2020 - 17:04

Beh se l’hanno voluto i Jay Jay e Marcus allora è un’altra storia.
Strano che lo abbiano preferito a Myles Turner con cui hanno giocato secondo me bene insieme in nazionale, ma se lo hanno scelto loro..
Il fatto che Ainge abbia chiesto a loro tre cosa serviva alla squadra, mi sembra un gran segnale di fiducia e stima.
Inoltre vuol dire che i tre hanno fiducia a loro volta in Robert Williams e Grant Williams, due lunghi sottodimensionati di gran talento, chiamati ad un salto di qualità.
Quest’anno Tatum e Brown hanno la squadra in mano e sono pronti al salto definitivo: Tatum potrebbe già cominciare ad entrare nelle discussioni per l’MVP e Brown dovrebbe diventare finalmente un’all star (non che non lo sia già qualitativamente).
La partenza di Hayward ha lasciato un vuoto che loro dovrebbero colmare naturalmente.
Soprattutto Tatum, con Hayward in campo era costretto a rinunciare un po’ ad attaccare per vie centrali, dove nel post all star game sembrava immarcabile.
Non resta che dare fiducia a questa squadra così com’è.

Rispondi

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi