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Celtics, Bill Walton su Larry Bird: “Che mentalità aveva! Era instancabile”

di Francesco Catalano

Sicuramente una delle figure più iconiche della NBA è quella di Larry Bird e dei suoi Boston Celtics. A ricordare quel connubio vincente è proprio un ex compagno di squadra “Larry Legend”: Bill Walton. Quest’ultimo infatti ha partecipato ad un programma condotto da Brian Scalabrine, altro ex Celtics, ricordando quegli anni passati in biancoverde.

Walton, a dire il vero, non è ricordato per il suo trascorso ai Celtics. Anzi, in molti addirittura dimenticano la sua parentesi a Boston. Infatti, è perlopiù famoso per aver portato il titolo a Portland nel 1977 dopo aver guidato la squadra e battuto in finale per 4 a 2 i Philadelphia 76ers. In quell’occasione Walton vinse anche il premio di MVP delle Finals.

L’ex Blazers poi decise di giocare le sue ultime due stagioni della carriera proprio nel Mssachusetts. Dopo numerosi infortuni, aveva perso lo smalto di un tempo ma rimaneva un’arma letale in mano ai Celtics. Larry Bird e compagni venivano da due finali consecutive contro i Los Angeles Lakers di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar. La prima l’avevano vinta per 4 a 3, mentre la seconda l’avevano persa per 4 a 2. Ma il loro momento magico non finì lì. Bill Walton partì quasi sempre in panchina in quella stagione, ma quando c’era bisogno si fece trovare pronto.

Il suo compito era quello di sostituire al meglio i tre big che i Celtics avevano in quel momento: Robert Parish, Kevin McHale e Larry Bird, appunto. Ebbene, Boston arrivò ancora una volta in finale, dove sconfisse per 4 a 2 gli Houston Rockets. In quella stagione Walton si rivelò un fattore decisivo ed infatti vinse il premio di “Sesto uomo dell’anno”.

Quello che lo colpì in quel periodo passato in biancoverde fu proprio la figura di Bird. Un giocatore instancabile e sempre pronto a dare il massimo. Così infatti lo ha ricordato durante l’intervista. “Larry non voleva la pausa tra primo e secondo tempo. Non voleva i timeout. Non voleva nemmeno che ci fossero giorni di riposo tra una partita e l’altra. Voleva sette gare di fila e la prima squadra che ne avesse vinte quattro, avrebbe vinto. Lui non voleva mai aspettare. Né i suoi compagni, né il coach, né la programmazione televisiva. Larry era sempre pronto per giocare”.

Bird era, come racconta lo stesso Walton, un giocatore che non accusava la fatica e che lottava su ogni palla. Sono iconiche, infatti, anche le sue rubate ed i suoi scivoloni in campo per tenere viva qualsiasi azione e per non lasciare nulla al caso. “La cosa incredibile è che il suo corpo riusciva a sopportare tutto quel lavoro e quel livello di grandezza. Diceva ‘Darò tutta la mia vita e tutto il mio corpo per i Boston Celtics. E faremo qualsiasi cosa per raggiungere il nostro obiettivo giorno dopo giorno’”. Questa era la mentalità vincente di Larry Bird.

Un simile attaccamento alla maglia non è cosa da tutti i giorni. Inutile sottolineare che Bird giocò sempre e solo nei Celtics: dal 1779 al 1992.

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