Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles Clippers Clippers, Lue insiste: “Il nostro attacco passerà da Harden”

Clippers, Lue insiste: “Il nostro attacco passerà da Harden”

di Michele Gibin
clippers

Secondo Tyronn Lue, James Harden sta cercando di “piacere a tutti” e “sta facendo troppo” per provare a inserirsi in corsa nella macchina, oggi come oggi in panne, LA Clippers.

Clippers che hanno perso la quinta partita di fila contro Memphis, e la quarta su 4 dall’arrivo di Harden via trade. Contro i Grizzlies l’ex Sixers ha chiuso con un -28 di plus\minus che la dice lunga sul pochissimo fit, come si dice in inglese, col resto del roster. Coach Lue lo la lasciato in panchina per di fatto tutto il quarto periodo, preferendogli Terance Mann e Norman Powell, i Clippers hanno così recuperato la doppia cifra di svantaggio ma Memphis ha saputo tenere duro con Marcus Smart e Desmond Bane.

Dopo la partita, Lue si è assunto la responsabilità delle difficoltà di Harden e della sua squadra: “Penso che James stia facendo fin troppo per provare a inserirsi, e questa è colpa mia. Solo ieri (sabato, ndr) abbiamo parlato di come Harden debba essere solo sé stesso, solo James Harden. E’ stato il migliore per assist nelle ultime stagioni (…) dobbiamo metterlo in condizione di essere sé stesso e penso che il nostro gruppo lo sappia e lo voglia, soprattutto. Il nostro attacco passerà da James, dai suoi pick and roll e dalle sue giocate, noi questo lo abbiamo capito e qui lo dico chiaro e tondo. Lui non vuole ora salire sui piedi di nessuno, è solo rispetto per Paul George, Russell Westbrook e Kawhi Leonard perché erano qui prima di lui. Per cui dipende da me, è una mia responsabilità fare in modo che Harden faccia l’Harden“.

Il problema è che James Harden, oggi, è in palese ritardo di condizione. L’MVP NBA 2018 non ha giocato in preseason e ha saltato quasi due settimane di training camp coi Sixers, e l’inizio della stagione. In attacco gli è per ora impossibile battere l’uomo dal palleggio e il suo partner di pick and roll oggi si chiama Ivica Zubac, dopo quasi due anni accanto a Joel Embiid, un’altra cosa. Norman Powell a parte, i Clippers difettano di tiratori piazzati affidabili e nei quintetti con Zubac e Westbrook schierano due non-tiratori che strozzano gli spazi in attacco.

Per fare spazio a James Harden, coach Lue ha “fatto fuori” dalle rotazioni Bones Hyland, arrivato a sua volta via trade neppure un anno fa in cambio di un grande tiratore come Luke Kennard. PJ Tucker, coi suoi 38 anni suonati, è l’alternativa a Zubac nel ruolo di centro e i suoi numeri al tiro, in questo avvio tra Philadelphia e Clippers, sono crollati.

Nella partita contro i Grizzlies è emersa anche la frustrazione di Kawhi Leonard, che nel terzo quarto ha avuto un diverbio in campo a gioco fermo con Ivica Zubac dopo l’ennesima incomprensione difensiva. Nel timeout successivo, Kawhi ha impiegato diverso tempo per raggiungere l’huddle dei suoi nel tentativo di sbollire l’irritazione, e nel post partita, a precisa domanda, ha preferito non commentare parlando di “cose di spogliatoio“, che tali debbono restare.

Paul George, a domanda, a risposto parlando di “un messaggio che a volte serve trasmettere, qui in spogliatoio siamo tutti fratelli e stiamo cercando di farla funzionare, di sbloccarci, queste cose sono salutari e fanno parte del mestiere. Non ci perderei sopra troppo tempo“.

Gli LA Clippers riprenderanno la loro stagione martedì contro i Denver Nuggets.

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