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Clippers, la disfatta è servita: in gara 7 passano i Nuggets, Rivers: “Colpa mia”

di Michele Gibin

Nulla da fare, la maledizione della finale di conference si abbatte ancora sui Los Angeles Clippers che perdono per 104-89 gara 7 contro i Denver Nuggets e si fermano al secondo turno dei playoffs NBA, dopo una serie in cui erano stati in vantaggio per 3-1.

I Clippers hanno ceduto a pressione e fatica, colpiti con precisione da un Jamal Murray da 40 punti e dalla tripla doppia di Nikola Jokic, il duo che ha riportato i Nuggets in finale di conference a più di 10 anni dall’ultima visita (era la Denver di Carmelo Anthony e Chauncey Billups). Per i fan della NBA è saltata dunque la finale da sogno, il derby contro i Lakers di LeBron James e  Anthony Davis, ma per i Clippers il fallimento della stagione 2019\20 assume i toni di un disastro.

Sportivo certo, ma pur sempre disastro.

I Clippers vengono traditi in gara 7 dai due uomini di punta, Kawhi Leonard e Paul George che non fanno meglio di 24 punti combinati, con 10 su 38 al tiro e 4 su 18 al tiro da tre punti, e da un Lou Williams che in tutta permanenza nella “bolla” di Orlando è sembrato l’ombra di se stesso, ovvero di un tre volte sesto uomo dell’anno.

Il copione di gara 7 sembra quasi già visto: i Nuggets vanno in svantaggio anche in doppia cifra (+12 Clippers nel secondo quarto), risalgono con le triple di Murray a fine primo tempo, e nel terzo quarto mettono la freccia e passano avanti, per non voltarsi più.

Jamal Murray (15 su 26 al tiro, 6 su 13 al tiro da tre punti in 45 minuti) ricaccia sempre indietro i Clippers, Nikola Jokic legge con la consueta bravura la difesa che Doc Rivers gli propone sui pick and roll centrali e manda a canestro tutti: Paul Millsap da tre, Jerami Grant sotto canestro, e Gary Harris.

Il quarto periodo è il momento della resa per dei Los Angeles Clippers scarichi. I primi due punti arrivano dopo oltre 5 minuti e sono di JaMychal Green, Paul George (1 su 7 al tiro nel secondo tempo) prova a reagire ma sparacchia sul primo ferro almeno 4 conclusioni da tre punti, di cui una – simbolo di una serata storta – colpisce lo spigolo alto del tabellone (!) dall’angolo destro.

Gli ultimi 22 minuti di partita parlano chiaro: 50-28 Nuggets, che ora possono pensare ai Los Angeles Lakers forti del fatto di essere diventati l’unica squadra nella storia dei playoffs NBA a vincere due serie dopo essere stata in svantaggio per 3-1.

Clippers KO in gara 7 contro i Nuggets, Rivers: “Colpa mia”

L’obiettivo dichiarato della corazzata Los Angeles Clippers era il titolo NBA, obiettivo rimandato alla prossima stagione. “Avevamo degli obiettivi, non li abbiamo raggiunti e mi assumo la colpa di questo“, così’ Doc Rivers dopo la partita “Non abbiamo rispettato cosa ci si aspettava da noi, perché se lo avessimo fatto – sia chiaro – oggi staremo ancora giocando. Io sono l’allenatore e la responsabilità e mia, c’è sicuramente qualcosa che avrei dovuto fare di più“.

Ai Nuggets il grande merito di non aver staccato la spina dopo una brutta gara 4, e l’aver fiutato le difficoltà fisiche e offensive dei Clippers per ribaltare le cose: “Non siamo riusciti a segnare mai, e qui entra in gioco la chimica di squadra, il sapere quando è ora di far arrivare il pallone in una certa zona di campo se si è raddoppiati o l’area è piena.  Dovremo diventare una squadra più scaltra tatticamente“, così Kawhi Leonard (14 punti con 6 assist).

Paul George parla di “pressione” sulla squadra: “Dover giocare per rispettare certi obiettivi mette pressione, ma da giocatore è una cosa che chiedi… sta di fatto che non ci siamo riusciti, Quest’anno abbiamo affrontato diverse difficoltà, giocatori costretti a tornare a casa, abbiamo avuto poco tempo per stare assieme come squadra, sia prima dello stop che qui nella bolla“.

Una cosa che non abbiamo mai pensato però, è che questa fosse la stagione de ‘o il titolo o nulla’, invece credo che non potremo che migliorare in futuro, conoscendoci meglio come squadra. Più chimica di squadra ci farà bene, quest’anno ci è mancato il tempo“.

Con la sconfitta di gara 7, i Los Angeles Clippers sono caduti al poco invidiabile record di 0-8 nelle partite che avrebbero potuto valere la prima qualificazione alle finali di conference. Nel 2020 non sono bastate una squadra nuova e i tanti campioni, la “maledizione” di essere – comunque e sempre – i Los Angeles Clippers non si è spezzata neppure in questa occasione, Leonard e compagni si ripresenteranno per un secondo giro nel 2021, non prima di una off-season delicata (il rinnovo di Montrezl Harrell su tutte).

Eravamo in vantaggio per 3-1, avremmo dovuto chiuderla, avevamo il talento“, così Lou Williams.

Quel talento che da solo, come si dice di consueto, non basta.

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