La malaparata a Portland e New Orleans ha forse tolto ogni alibi residuo, sta di fatto che gli Oklahoma City Thunder (35-36), dopo aver dato tra febbraio e marzo l’impressione di volersi staccare per “salvare la gamba” come si direbbe al Giro d’Italia, con 7 vittorie nelle ultime 10 partite sono tornati con entrambe le scarpe nella corsa ai play-in a Ovest.
Corsa che come detto ha vissuto nelle ultime due settimane due defezioni importanti. I Portland Trail Blazers il cui unico obiettivo è diventato salvare la scelta al primo giro del draft 2023 dalle grinfie (oddio, grinfie) dei Bulls, e i New Orleans Pelicans che sono senza Zion Williamson da gennaio. I problemi fisici (Edwards, Towns, Gobert) capitati ai Minnesota Timberwolves e i problemoni lontano dal Chase Center dei Golden State Warriors hanno finito per compattare il gruppo (altro calembour ciclistico), dando una chance di rientrare persino a Utah che ha fatto la sua parte cedendo Conley, Beasley e Vanderbilt, e fermando Jordan Clarkson e Collin Sexton, e ai Lakers senza LeBron James.
OKC ha nel frattempo perso un altro alibi quando Shai Gilgeous-Alexander (che i back to back non li gioca, non sia mai) è rientrato dal Covid e da un infortunio muscolare e i Thunder hanno ritrovato il loro futuro All-NBA.
Contro i Phoenix Suns senza Kevin Durant e Deandre Ayton, è arrivata un’altra vittoria per 124-120, in rimonta e dopo aver assistito per tre quarti a uno show da 46 punti di Devin Booker. I Thunder erano sotto per 96-89 alla sirena del terzo periodo, la difesa dei Suns ha concesso 67 punti nel solo secondo tempo.
Shai Gilgeous-Alexander di punti ne ha segnati alla fine 40, con la solita processione ai tiri liberi (16 su 19). Phoenix tutta, e recidiva, ha concesso a OKC ben 36 viaggi in lunetta commettendo 31 falli, un numero esagerato. Le palle perse e l’incapacità di attaccare la difesa a zona hanno fatto il resto per i Suns, che nonostante tutto a 7 secondi dal termine avevano a propria volta recuperato fino al 122-120 con una tripla di Booker.
E dire che coach Mark Daigneault, per interposto Sam Presti, ci ha provato a eseguire il piano, aprendo dopo la trade deadline minuti per Isaiah Joe, Aaron Wiggins, Lindy Waters III da Oklahoma State e profeta in patria, e alla coppia di rookie quasi omonimi Jaylin e Jalen Williams. I pianeti si sono allineati stavolta in modo avverso al Gm e “obbligato” i Thunder a giocarsela, con nomi come quelli appena citati che competono per il prossimo contratto (Waters III, Joe) e per un ruolo quando dall’anno prossimo sotto canesto ci sarà anche Chet Holmgren.
Il calendario degli Oklahoma City Thunder prevede ora due partite contro gli LA Clippers e la sfida contro i Lakers. Dopo un quartetto sulla carta facile tra Portland, Hornets, Pistons e Pacers, due delle ultime 3 partite stagionali saranno, si può presumere, altre due sfide dirette contro Warriors e Jazz. I back to back saranno ancora due (Clippers-Lakers e Hornets-Pistons).
In un articolo di appena due settimane fa quando i Thunder avevano iniziato a dare l’impressione volersi sfilare, scrivemmo che Presti avrebbe potuto “pentirsi” di voler sfidare il fato di nuovo. Forse è proprio quello che sta accadendo.
La buona notizia è che Shai, Josh Giddey, Jaylin Williams e Lu Dort hanno ancora una chance di poter tornare a giocare partite che contano un po’ di più, anche se questo forse non rientrava nei piani…

