Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsCurry su The Last Dance: “Mi sta insegnando molto sulla leadership”

Curry su The Last Dance: “Mi sta insegnando molto sulla leadership”

di Francesco Catalano
g-league sperimentazione tiri liberi

Il documentario “The Last Dance” che racconta i Chicago Bulls di Michael Jordan sta avendo un impatto globale ispirando anche gli attuale giocatori come hanno confessato Chris Paul e Steph Curry. Negli scorsi giorni sono stati resi disponibili gli episodi 3 e 4 (sono 10 in tutto) di questa serie che sta veramente conquistando gli appassionati della pallacanestro.

In un podcast dedicato al golf, anche Curry ha avuto modo di elogiare la serie. Soprattutto evidenziando qualche differenza del basket di allora da quello di oggi. “Le epoche sono così diverse. Allora c’era molto più mistero. Jordan, Pippen e Rodman li vedevi in TV, durante un incontro e poi non vedevi davvero più nulla di loro fino alla partita successiva”. Sicuramente, allora, nonostante la fama spropositata, i giocatori potevano godere di una privacy che ora è molto più ridotta.

Poi rivedere quelle gesta sta infiammando gli animi dei giocatori e sta anche insegnando molto ai vari leader. “Sto imparando davvero molto su come guidare la squadra” ha confessato Steph. “So quello che MJ sta condividendo con tutto il mondo in questo momento. E so che ha detto che molte persone non lo apprezzeranno vedendo questo documentario per la sua personalità spigolosa; ma lui voleva solo essere grandioso. Adoro questo genere di cose: perché questa è la mentalità giusta per essere dei campioni”.

Inutile sottolineare che il numero 30 dei Golden State Warriors in quanto a mentalità vincente ne sa qualcosa. Dato che ha guidato i Dubs per 5 finali NBA consecutive, vincendone tre.

Curry sulla ripresa della stagione, oltre a The Last Dance: “Come ha detto Chris Paul bisogna ancora aspettare”

Al momento, poi, uno dei temi caldi riguarda la possibile ripresa della stagione NBA. Qualche spiraglio si sta vedendo: infatti dall’otto maggio i giocatori potranno nuovamente utilizzare le facility delle varie squadre per potersi allenare e rimettere in forma. Anche se sono vietati gli allenamenti di gruppo per il rischio dovuto al contatto. In ogni caso, al momento, l’opzione più probabile per la ripresa vede le squadre giocarsi i playoffs in una sede unica, presumibilmente Las Vegas.

Tuttavia, se si ripartisse dai playoffs, gli Warriors avrebbe terminato anzitempo la loro stagione. Sentiamo cosa ha detto Curry a riguardo: “La situazione cambia ogni giorno. Navighiamo a vista come ha detto anche Chris Paul, il presidente della nostra associazione. Il virus sta controllando ogni cosa. Ho sentito le varie possibilità sulla ripresa della stagione. Ho sentito parlare di mettere tutte le squadre in una città, utilizzare pochi hotel e ovviamente tutto senza pubblico. Ho anche sentito parlare di andare in qualche isola lontana per giocare 3 contro 3. Tutti vogliamo provare a tornare in TV per i nostri tifosi. Ma come hai detto, non si può affrettare questa cosa e non prendere tutte le precauzioni per accertarci di non mettere in pericolo la vita di nessuno”.

Ovviamente, come ha sostenuto anche Curry tra le righe, questa idea che è emersa su un torneo su un’isola lontana è follia allo stato puro. Al momento, tutto quello che si può fare è aspettare l’evolversi della situazione. Anche perché negli USA i numeri del contagio sono tutto fuorché rassicuranti.

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