Che la fortuna aiuti gli audaci, il mondo ne ha avuto un’altra conferma quando il pallone del pareggio scagliato da Damian Lillard dei Portland Trail Blazers da 9 metri, a 1:32 secondi dal termine colpisce il secondo ferro, si innalza per almeno 4 metri sul canestro e ricade sul fondo della retina, perfettamente verticale.
Solo una delle 9 triple infilate da Damian Lillard contro i Dallas Mavericks, 61 punti nella partita più importante della stagione per i suoi Blazers che passano per 134-131. 17 su 32 al tiro, un perfetto 18 su 18 ai tiri liberi, 8 assist e persino lo sfondamento subito da Trey Burke sull’ultima azione Mavs, quella del potenziale sorpasso a 3 secondi dal termine dopo due liberi pesanti di un acciaccato C.J. McCollum.
Damian Lillard ha segnato 112 punti in due partite, i 61 contro i Mavs sono il suo massimo in carriera pareggiato e la terza escursione sopra quota 60 in stagione, cosa che non riusciva ad un giocatore NBA dai tempi di Wilt Chamberlain (15 nella stagione 1962\93).
Contro i Denver Nuggets, ormai 5 sere fa, il prodotto di Weber State ne aveva segnati 45, prima del passaggio a vuoto finale contro i Clippers e le schermaglie verbali contro Paul George e Pat Beverley, errore che ha stimolato ancora di più Lillard nella sua missione di portare i Portland Trail Blazers ai playoffs, anche in una stagione difficilissima con i tanti infortuni.
Damian Lillard dopo i 61 punti contro i Mavericks: “Volevo una chance di giocarci i playoffs, ora finiamo il lavoro”
“Non c’è nulla che voglio di più, l’ho detto subito quando siamo arrivati qui a Orlando: non ho intenzione di perdere tempo. La NBA ci ha dato una chance di giocarci i playoffs e noi siamo venuti qui per questo. C’è ancora del lavoro da fare, stiamo ancora lottando“, così Lillard nel finale.
Il numero 0 dei Blazers attende la sirena finale per celebrare la vittoria, con uno statement tutto orgoglio: “Put some respect on my f****g name“, esigo rispetto per il mio nome, rivolto ai giornalisti presenti all’arena, alla NBA e al mondo. “Con chi parlavo? Con chi volesse ascoltare, sostanzialmente“, spiega a mente fredda la star dei Blazers.
Contro i Brooklyn Nets all’ultima partita, i Trail Blazers avranno il loro destino in mano: una vittoria conferma l’ottavo posto e la possibilità di avere due tentativi ai play-in di centrare la qualificazione. “Contro Brooklyn sarà la partita più importante delle nostre vite“, così Damian Lillard “Stasera è stato grande, avevamo bisogno ancora di una vittoria e l’abbiamo trovata, ora dobbiamo finire il lavoro ed andare in campo con la stessa mentalità di stasera. Siamo padroni del nostro destino e sappiamo cosa dobbiamo fare“.
I Blazers, con un McCollum limitato da un problema fisico e Jusuf Nurkic con problemi di falli, si affidano a Lillard e ad un Carmelo Anthony mai così concentrato negli ultimi anni. Melo chiude la sua partita con 26 punti e 8 rimbalzi, segna tanti canestri importanti e spalle a canestro è un problema costante per i Mavs. “Oggi ho avuto l’onore di stare in prima fila“, Anthony parla di Lillard a fine gara “Quando si ha uno così, che attraversa un momento come il suo, la cosa migliore da fare è lasciare campo e dare una mano ovunque serva. Il tiro di Dame? L’ho sperato dentro, quando il pallone ha preso il ferro avrò detto “vai dentro…” almeno 20 volte. E quando va dentro un tiro così è destino che tu debba vincere“.
“Credo sia stato Chef B, dall’alto“, così Lillard sul suo tiro fortunato, pensando al cugino Brandon “Chef B” Johnson, chef personale di Dame scomparso a maggio “Lui era un amico, una persona su cui potevo sempre contare, perderlo è stata dura. Io cerco di continuare a comportarmi come lui vorrebbe che facessi, è il mio modo di onorarlo“.
Portland è ora 5-2 nella bolla di Orlando, Damian Lillard ha risposto ai due errori fatali dalla lunetta contro i Clippers con un 33 su 34 ai tiri liberi in due partite: “Chiaramente, ci ha messo molto del suo andando al ferro a ripetizione, ma i ragazzi sono stati molto bravi a creare gli spazi e aprirgli la via“, così coach Terry Stotts. “Quando concedi ad un tiratore così 18 tiri liberi in una partita, te la vai a cercare“, Rick Carlisle dopo la gara.
Per i Mavericks, abituati ai finali thrilling a Orlando, continua la crescita di Kristaps Porzingis, che chiude con 36 punti e 6 rimbalzi ma deve guardare gli ultimi due minuti di gara dalla panchina dopo il sesto fallo.
Luka Doncic termina con una doppia doppia da 26 punti e 10 assist, ma con 6 palle perse e tanta fatica contro la difesa di Gary Trent Jr, Tim Hardaway Jr è infallibile ai tiri liberi e chiude con 24 punti.
L’ultima azione del potenziale sorpasso Mavs è viziata dal fallo in attacco commesso da Trey Burke, che dopo aver servito Dorian Finney-Smith nell’angolo destro collide con Lillard e commette uno sfondamento. “Chi ha rivisto l’azione dei miei assistenti mi ha detto che (Lillard, ndr) si è buttato, ma i grandi giocatori sanno come crearsi una situazione favorevole. Si è buttato, magari verrà anche multato, non lo so, so solo che non ci aiuta per il risultato finale“, così Carlisle.

