La diatriba sui falli non fischiati prosegue, questa volta con DeMar DeRozan dei Chicago Bulls protagonista. Il giocatore, durante la partita poi persa per 115-111 contro i New Orleans Pelicans, ha ricevuto il suo quarto fallo tecnico della stagione, per aver protestato dopo un fallo non concesso. L’accaduto si è verificato quando mancavano circa 25.8 secondi al termine di una partita punto a punto.
“Pensavo di aver subito un fallo”, dice DeRozan al termine della partita. Il leader dei Chicago Bulls è tra i giocatori che conquista più falli nel corso di una partita. In stagione, ha una media di 8.4 tiri liberi. Ciò nonostante, anche secondo l’allenatore dei Bulls, Billy Donovan, DeRozan dovrebbe andare molto di più dalla lunetta, in quanto diversi sono i falli che non gli vengono fischiati nelle partite.
“La mia sensazione è che ci sono diversi falli che non vengono chiamati”, dice Donovan. “Ho allenato diversi giocatori di alto livello, che segnavano e subivano falli, senza però essere fischiati. Ad esempio, ho avuto Russell Westbrook per quattro anni. Lo stesso discorso vale anche per DeRozan. Non sto dicendo che ogni contatto debba essere fallo, ma sicuramente subisce più falli rispetto ai fischi arbitrali. Quando pensi di aver ricevuto diversi falli non fischiati nel corso di una partita, si accumula la rabbia. Posso capire la frustrazione di DeRozan.”
Billy Donovan, dunque, va chiaramente in difesa del suo giocatore. DeMar DeRozan, poi, ha chiuso la partita con 33 punti, 3 rimbalzi e 3 assist. Molto grave, però, la palla persa su una rimessa, quando mancavano 17 secondi alla fine con il punteggio di 112-109 per i Pelicans, che di fatto ha consegnato la vittoria a Zion Williamson e compagni.
“Dovevo ricevere io quella palla. Non è colpa di nessun’altro, solo mia. È stato frustrante non vedere cosa poteva succedere se avessi ricevuto quella palla. Ho fatto un turnover che ha portato la squadra fuori dai giochi della vittoria. Sono stati un paio di errori mentali da parte mia”. Queste le scuse arrivate da DeMar DeRozan, per aver perso il pallone che avrebbe potuto allungare la partita.
