Prestazioni così dominanti in Colorado non si vedevano dai tempi di Carmelo Anthony, e in effetti a Denver ancora nessuno pare credere a ciò che è accaduto nella notte.
Nikola Jokic, al rientro in campo dopo l’assenza di due giorni fa nel match contro i Rockets, decide di entrare nella storia, mostrando sprazzi di dominio tecnico e fisico al limite dell’umano. In tutto ciò trascinerà i suoi ad un’importantissima vittoria all’overtime per 138-130 contro una delle franchigie più in forma del momento, ovvero i New Orleans Pelicans di CJ McCollum e Brandon Ingram. Il serbo, in 42 minuti in campo, mette a referto l’ennesima tripla-doppia della sua carriera; ma fin qui direte voi in realtà lo stupore è contenuto, visto che oramai è raro il contrario. Ma se andate a leggere fino in fondo i suoi numeri, lì capirete che anche noi semplici appassionati NBA non possiamo dire molto, se non ammirare un giocatore che, a neanche 27 anni, è già diventato una leggenda di questo sport e di questa lega e che da solo può spostare gli equilibri di una partita. Cose del genere a mio avviso quest’oggi le possiamo veder fare giusto a lui, Kevin Durant e Giannis. Questa notte sono 46 i punti del Joker, di cui 30 messi a segno nel quarto periodo e ai supplementari, accompagnati da 12 rimbalzi, 11 assist, 4 stoppate e 3 recuperi. Numeri così non si vedevano probabilmente dai tempi di Wilt Chamberlain, e rendono l’idea di quanto quella di stanotte sia stata una delle prestazioni individuali più incredibili e dominanti della storia. Per me basta ed avanza per riconfermargli il titolo di MVP.
Nikola Jokic in tonight's @nuggets W:
— NBA (@NBA) March 7, 2022
46 points
12 boards
11 assists
3 steals
4 blocks
No one has recorded that stat line since steals and blocks started being tracked ? pic.twitter.com/F46QO1J736
Ma per darvi maggiormente l’idea del capolavoro messo a segno stanotte dal Joker addentriamoci nella partita. I Pelicans, in striscia positiva da quattro partite ed in piena lotta per raggiungere i play-in, sono arrivati alla Ball Arena con il chiaro obbiettivo di vincere e convincere. Nonostante un primo quarto dominato dai Nuggets, e che li ha portati avanti anche di 21 lunghezze, nei successivi due NOLA ha messo la sesta, realizzando 38 punti nel secondo e 37 nel terzo. I protagonisti sono stati CJ McCollum, vera mente creativa della squadra, che ha messo in seria difficoltà la difesa di casa, Jonas Valanciunas, dominante nel pitturato e spalle a canestro, e soprattutto Brandon Ingram, che ha chiuso il suo match con 38 punti e 9 assist e mettendo a referto un clamoroso buzzer-beater a fine primo tempo. Ma proprio mentre i Pelicans sembravano in controllo, ecco che si accende il Joker, e da lì in poi la trama si stravolge completamente. Il serbo mette a referto 15 degli ultimi 17 punti di Denver nell’ ultima frazione, aiutando la squadra ad incanellare un parziale di 17-6 negli ultimi 3 minuti che porterà la sfida all’overtime. NOLA anche lì metterà la testa avanti, conducendo 130-126 fino a 2 minuti dalla fine. Ma poi un parziale di 10-0 per Denver e, guarda caso, due canestri decisivi di Jokic, metteranno definitivamente in ghiaccio la partita. Il numero 15 ha chiuso l’ultimo parziale di gioco e l’overtime tirando in totale con un quasi perfetto 10 su 11. Nella Ball Arena e tra tutti i suoi compagni è partito naturalmente un infermabile tripudio, e le grida MVP, MVP si sono scatenate per tutto il palazzetto.
Nikola Jokic in the 4th and overtime alone. pic.twitter.com/LaTovca8mF
— jose (@LongLostTJ_) March 7, 2022
Come abbiamo già detto, i record infranti da Jokic dopo la prestazioni di questa notte sono stati tantissimi e probabilmente saranno destinati a durare quasi in eterno. Soffermiamoci però su un dato in. particolare; come ci riferisce ESPN, il numero 15 è il primo in 25 stagioni a realizzare più di 30 punti tra il quarto periodo e i supplementari e a tirare con più del 90% totale. Il giocatore che più gli si avvicina è Kobe Bryant, che nel marzo 2007, in una gara tra Lakers e Blazers, mise a referto 33 punti ma tirando con l’84.7%, cifra molto inferiore a quella del serbo.
Sembra che ormai non ci siano più dubbi su chi possa essere l’MVP in questa stagione, nonostante in una lega come la NBA tutto possa cambiare in pochissimo tempo. Per l’head coach dei Nuggets Mike Malone non c’è nessuno oltre a Jokic con una simile efficienza e dominanza al momento, mentre Aaron Gordon ci tiene a sottolineare come Denver senza i suoi numeri non si troverebbe in questa situazione. Come dargli torto, soprattutto considerando che Jamal Murray e Michael Porter Jr sono assenti da tempi ormai lunghissimi e la squadra sta viaggiando tutta sulle sue spalle. Se il Joker riuscisse a mettere apposto anche la testa in alcuni momenti, non c’è dubbio che i Nuggets in tempi non remoti potrebbero puntare all’obbiettivo più ambito da qualsiasi franchigia NBA, ovvero l’anello. Ma, come sempre, toccherà al campo pronunciare l’ardua sentenza.
