Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsDetroit PistonsI Detroit Pistons puntano sull’atletismo: ecco Ivey e Duren dal draft

I Detroit Pistons puntano sull’atletismo: ecco Ivey e Duren dal draft

di Alessio Modarelli
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Il futuro prossimo che attende i Detroit Pistons potrebbe essere di quelli in cui non è utopia tornare a riveder le stelle. Dopo anni di anonimato giustificati da un complesso e diuturno processo di ricostruzione, il gm Troy Weaver avrebbe messo a segno due scelte di buona qualità che rispondono ai nomi di Jaden Ivey e Jalen Duren

Entrambi, seppur in ruoli distinti, fanno dell’atletismo e dell’esplosività due delle chiavi del loro gioco. Ivey, selezionato alla numero sei è un concentrato di intelligenza, tecnica e velocità. In attacco può essere un’opzione letale nei pick and roll dove grazie a un eccellente ammortamento dei contatti diventa praticamente infermabile.

Nondimeno il nativo di South Bend si fa forte di un buon tiro da oltre l’arco, il quale  nell’ultima stagione ha visto toccare il 40% su 4.2 tentativi a partita. Tuttavia la guardia ventenne deve ancora smussare le difficoltà nella conclusione dal palleggio, spesso eseguita con scarso equilibrio e quasi mai efficiente.  Sul fronte della regia, l’ex Purdue dispone di una discreta visione di gioco, una caratteristica che gli permette spesso di imbucare i compagni anche in situazioni complesse. 

Altresì nella metà campo difensiva egli si fa notare per le buone letture e per la capacità di sapersi accoppiare quasi con ogni attaccante della squadra avversaria. Tutto ciò grazie alla fulminea rapidità e mobilità, che si accompagna spesso a un’aggressività benigna, ma che delle volte lo manda in netta confusione.

Passando invece a Jalen Duren, il giocatore è approdato a Detroit tramite una trade imbastita con i Knicks e gli Hornets. Il prodotto dei Memphis Tigers andrà a rinforzare il reparto lunghi che ha visto in Isaiah Stewart la sorpresa dell’ultima stagione.

Classe 2003, il neo arrivato ai Pistons è un autentico armadio di 2 metri e 11 , che ha un buon arsenale da giocarsi soprattutto in difesa. Nella propria metà campo fa della stoppata e del dominio a rimbalzo il suo biglietto da visita. Tuttavia permane a un annoso problema legato alla troppa aggressività, che il più delle volte gli costa delle partite macchiate da un gran numero di falli.

In attacco si distingue per le abilità in fase di pick and roll e per i conseguenti lob che spesso si vede recapitare dai compagni. Nondimeno il giocatore avrebbe ancora da lavorare parecchio nella conclusione, dove soffre particolarmente i liberi e i tiri da oltre l’arco.

Insomma, se per Ivey parliamo di un profilo già in una fase di crescita ben impostata, per Duren sarà necessario un lavoro più a fuoco, che vada a scolpire e fortificare quei fondamentali che non possono essere certo dimenticati in una lega di altissimo livello come la NBA.

Tuttavia a rimanere indubbia è potenzialità, una cosa che è stata sottolineata per entrambi i cestisti dal front office dei Detroit Pistons ai microfoni di Detroit Free Press:

Durante tutto il processo avevamo circa 7 ragazzi che ci piacevano molto, e questi due erano in cima alla lista. Hanno un grande potenziale” così Weaver “Siamo davvero elettrizzati. “Ivey e Hayes possono giocare assieme“, dice invece coach Dwane Casey su un ipotetico quintetto a tre guardie con Jaden Ivey accanto a Killian Hayes e Cade Cunningham “Lo scorso anno giocavamo spesso con tre guardie, Jaden ci dà atletismo e rapidità, Killian presenza difensiva. Cade (Cunningham, ndr) ti dà di tutto. Si, credo che vedrete le tre guardie parecchio l’anno prossimo, il motivo per cui abbiamo voluto Ivey qui è perché ci dà delle qualità che con Cade e Killian non avevamo (…) e vogliamo giocare più rapidi e sfruttare le qualità di Ivey e Duren di correre per il campo, avremo tante combinazioni diverse“.

Duren e Isaiah Stewart sono giocatori diversi” ancora Weaver “Jalen è più grosso e ha più presenza, Stewart ha dimostrato di poter coprire più campo e tirare da tre. Li vedo giocare assieme come abbiamo visto fare a Al Horford e Robert Williams a Boston, e anche a Cleveland si gioca con due lunghi“.

Ciò che per Casey non conterà, almeno all’inizio, sono gli inevitabili errori di una squadra giovane: “Gli ho detto che non importa finché sono buoni errori, si gioca duro e si sbaglia giocando duro. Ed è ciò che questi due ragazzi sanno fare, giocare duro“.

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