Non ha richiesto formalmente una trade perché sarebbe in quel caso passibile di multa, ma Jimmy Butler ha finalmente fatto sapere agli Heat che gradirebbe essere ceduto per giocare “ovunque” tranne che a Miami, e nel frattempo ha inscenato uno sciopero bianco in campo.
Dopo la partita persa per 128-115 contro gli Indiana Pacers in casa al Kayesa Center, e in cui in 27 minuti giocati da ectoplasma si è preso appena 6 tiri per 9 punti e -27 di plus\minus, Jimmy Butler si è augurato “di ritrovare presto la gioia di giocare a basket, ovunque“, e che “scopriremo presto” dove l’ex Bulls e Sixers potrà ritrovare la pace dei sensi. “Io sono felice qui, fuori dal campo, ma voglio tornare a dominare come facevo prima, voglio giocare e aiutare questa squadra a vincere le partite ma non lo sto facendo“, sempre perché ha perso la gioia, si intende. “Se la ritroverò con Miami? Probabilmente no“.
Nessun equivoco: dietro alla perdita della gioia di Jimmy Butler ci sono il mancato rinnovo del contratto in estate che il giocatore voleva e per il quale era eleggibile, e la ormai celebre sgridata pubblica che Pat Riley gli aveva riservato a maggio 2024 dopo l’eliminazione al primo turno dei playoffs. E la reazione di Butler è stata quella di offendersi a morte, legarsela al dito e “farla vedere” a chi ha osato fare quello per cui è pagato, ovvero il dirigente. La star di Miami ha giocato in pantofole per gran parte delle 21 partite in cui è sceso in campo, facendo il minimo sindacale e estraniandosi dalla cosidetta “manovra della squadra”, contro Indiana e New Orleans nelle ultime due uscite non ha giocato nel quarto quarto e ha costeggiato le partite.
Eppure, “io scendo sempre in campo per giocarmela, sia che segni 9 punti o 29. Non si può dire che non mi stia impegnando, sembra così perché la mia usage è minore e sto tirando di meno, ma non si può dire che non ci stia dando“, ha aggiunto Jimmy Butler dopo la partita contro i Pacers.
Erik Spoelstra ha definito, alla faccia dell’impegno, “aberrational“, ovvero terribili, le ultime due partite di Jimmt Butler. “Ed è facile parlare solo di questo, ma stasera ci hanno fatto il mazzo“. Parole cui Butler ha risposto dicendo “Penso di aver fatto il mio lavoro oggi, o meglio ho fatto quello che è oggi il mio lavoro” ovvero nella sua ottica starsene in un angolo a cercare la gioia perduta, mentre altri quattro con la sua stessa maglia giocano a pallacanestro. “Potrebbe essere il mio nuovo ruolo qui, non ci sono più molto abituato e non lo faccio dal mio secondo o terzo anno NBA, stare nell’angolo e difendere. E io ho fatto questo, ho difeso e mi sono impegnato. Darmi di più il pallone, dice il coach? Non risolverebbe niente“.
Come riportato da ESPN, Butler – bontà sua – non avrebbe fornito alcuna lista di destinazioni gradite a Miami. Anche perché alcune di queste, come i Phoenix Suns o i Dallas Mavs, avrebbero delle serie e forse insormontabili difficoltà a imbastire una trade, e Miami potrebbe non fremere a questo punto dalla gioia di accontentare una superstar in sciopero e che vuole il divorzio, e che per il resto potrebbe lasciare da free agent al termine della stagione in corso. Sempre secondo ESPN, Riley e il proprietario della squadra Micky Arison si sarebbero incontrati con l’agente di Jimmy Butler, Bernie Lee, per cercare di risolvere le divergenze ma senza risultati. Al tempo stesso, un Butler munifico si sarebbe detto “disposto” a fare ciò che la squadra gli chiederà e a “partecipare alle attività” del team, ovvero giocare. Sempre senza gioia, beninteso.

