Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsEnes Kanter Freedom: “LeBron? Voglio parlargli, non sarebbe conversazione piacevole”

Enes Kanter Freedom: “LeBron? Voglio parlargli, non sarebbe conversazione piacevole”

di Michele Gibin
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Come annunciato, Enes Kanter è diventato un cittadino americano e ha cambiato il suo nome in Enes Kanter Freedom. Il giocatore dei Boston Celtics ha definito la giornata di martedì “il momento forse più indimenticabile della mia vita“, Freedom aveva intrapreso il percorso di richiesta della cittadinanza USA nel 2019.

Finalmente è accaduto, ho atteso questo momento sin dal primo giorno in cui sono arrivato qui in America“. Enes Kanter Freedom gioca nella NBA dal 2011, e nel 2017 la Turchia, il suo paese d’origine, aveva revocato il suo passaporto ed emesso contro di lui mandato d’arresto internazionale, quale oppositore politico del presidente Recep Tayyip Erdogan e sostenitore di Fethullah Gulen. Freedom ha vissuto negli USA negli ultimi 4 anni da apolide.

Enes Kanter Freedom ha raccontato del suo primo viaggio negli Stati Uniti, nel 2009, quello che ha definito il suo primo contatto “con un paese democratico, in cui c’è libertà di parola ed espressione, di culto e di stampa. Qui in America le persone sono davvero fortunate (…) in Turchia in questo momento ci sono così tanti prigionieri politici e giornalisti in prigione“.

Freedom è tornato a Boston, dove aveva giocato due anni fa, in questa stagione, e ha fatto notizia anche fuori dal campo per le sue iniziative social contro il governo cinese e il presidente Xi Jinping, per la repressione in Tibet e della minoranza Uigura nella provincia dello Xinjiang. L’ex Blazers e Knicks ha inoltre attaccato Nike e chiamato in causa i suoi atleti ed endorser di punta, contro lo sfruttamento del lavoro minorile nei centri di produzione in Cina, e indossato durante le partite delle scarpe personalizzate, con dei disegni dell’artista Badiucao.

Freedom ha spiegato come sia i Celtics che il Commissioner NBA Adam Silver lo abbiano sostenuto nelle sue iniziative per i diritti civili: “Ho chiesto a Silver se stessi infrangendo qualche regola, lui mi ha detto di no, e che su questa linea avevo tutto il diritto di dire ciò che volevo (…) io sono sempre dalla parte delle libertà, della verità e della democrazia“.

Enes Kanter Freedom: “LeBron? Voglio parlargli. Nike azienda ipocrita, più di altre”

Due settimane fa, Enes Kanter Freedom aveva chiamato in causa anche LeBron James, in quanto atleta di punta per Nike, invitandolo a visitare assieme le fabbriche in Cina e accusandolo di “ipocrisia”. Lui e James non si sono mai parlati a riguardo, nonostante le occasioni recenti, con la star dei Lakers che aveva liquidato l’argomento spiegando come l’allora ancora Enes Kanter cercasse soprattutto visibilità per le sue campagne.

Se mi piacerebbe parlargli? Sicuramente“, spiega Freedom “So che non sarebbe una conversazione così piacevole probabilmente, difficile dire se accetterebbe (…) non so quanto realmente sia informato, e io sono qui per questo, non è una questione di soldi ma di principi morali, di valori. Ci sono cose più importanti dei soldi, e se anche LeBron James smettesse ora di guadagnare così tanto, i suoi figli e i suoi nipoti un giorno non avrebbero di che lamentarsi“.

Penso quindi che sia giunto il momento per gli atleti professionisti in America di prendere una posizione su tutto quello che succede anche in altre parti del mondo. E non solo qui (…) Nike è una delle aziende più ipocrite del mondo, qui negli USA sostiene Black Lives Matter, bene. Sostiene la comunità latinoamericana, benissimo, quella asiatica, quella LGTBQ. Ma quando si parla di paesi esteri come la Cina, non dicono nulla? Loro usano i grandi atleti come Cristiano Ronaldo o LeBron James come volti, ma la realtà è che stanno diventando dei pupi a loro volta. Penso che dobbiamo stare attenti a cosa ci mettiamo addosso, perché ogni volta che indossiamo certi capi, questi sono macchiati di sangue e oppressione“.

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