Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsMilwaukee BucksGiannis e il muro: “Ci sono abituato, so come eluderlo. Il ginocchio? Guarito”

Giannis e il muro: “Ci sono abituato, so come eluderlo. Il ginocchio? Guarito”

di Gabriele Melina
giannis antetokounmpo

Questa notte si terrà gara 4 di finale tra Milwaukee Bucks e Phoenix Suns: la chiave del match, sia per quanto riguarda la squadra di coach Mike Budenholzer che quella di Monty Williams, sarà inevitabilmente Giannis Antetokounmpo. Se da una parte Milwaukee farà largamente affidamento sulle sue impattanti prestazioni, dall’altra i Suns cercheranno una strategia per poterlo limitare.

Tale strategia, se mai ce n’è stata una, non ha di certo funzionato negli ultimi due incontri: 42 con 12 rimbalzi in gara 2 e 41 con 13 rimbalzi in gara 3. Lo strapotere fisico ed atletico del greco è ciò che lo rende difficilmente contenibile, per tal motivo diverse squadre si sono alternate nel tentativo di creare il così detto muro: una serie di giocatori schierati l’uno vicino all’altro, così da costituire una barriera imputata a farci schiantare contro il nativo di Sepolia.

Anche Phoenix ha adottato questa tattica, ciò nonostante le statistiche di Antetokounmpo fanno presagire che il piano non ha funzionato secondo il dovuto. L’esito di gara 4 si deciderà quindi tra queste righe, e se da una parte prevarrà la capacità di adattarsi e di reagire dei Suns, dall’altra la resilienza mentale del greco farà la differenza.

Antetokounmpo ha recente speso due parole in merito a questo argomento, sottolineando come l’attenzione che le difese avversarie mantengono nei suo confronti lo motivi costantemente a far meglio.

Giannis ed il muro utilizzato per fermarlo: “Non bisogna prenderla sul personale”

E’ da un po’ di stagioni, oramai, che le diverse squadre NBA hanno adottato la tattica del muro per limitare Giannis Antetokounmpo. E’ vero, in passato tale strategia ha più volte funzionato, ma a partire da questi playoffs il ventiseienne sembrerebbe aver effettuato un salto di qualità in termini di lettura del gioco.

Ad aver contribuito al suo miglioramento, oltre alla dedizione, è stata l’attitudine vincente verso questo gioco che ha sempre caratterizzato Antetokounmpo. Atteggiamento che, ad oggi, lo porta a considerare questa tattica difensiva una sfida per migliorarsi e spingersi ancora oltre.

“Devi prenderlo come un complimento. Se la difesa avversaria ha bisogno di tre uomini per fermarti vuol dire che sei sulla giusta strada. La prima volta che ho visto un muro schierato è stata due anni fa, ma credo di essere migliorato da quel momento”. Quale può essere stato il punto di svolta? Molto semplicemente, passare il pallone ai propri compagni.

“Nel corso della mia carriera ho più volte lavorato su questo aspetto del gioco”, ha poi aggiunto Giannis. “Ho sempre creduto di poter essere un buon passatore in queste situazioni. Quando il muro ti si para davanti, devi iniziare a concentrarti solo su come puoi essere utile alla tua squadra. Devi credere in te stesso e nei tuoi compagni e non prendertela sul personale”.

“Bisogna sempre andare alla ricerca degli aspetti positivi, in ogni situazione. E’ divertente vedere una difesa ideata apposta per te, è divertente sentire il pubblico contare i dieci secondi quando sei in lunetta”. E’ proprio la questione tiri liberi uno dei fattori principali di questa serie: al di là del puntuale cronometraggio dei tifosi Suns, Antetokounmpo ha dimostrato una certa continuità nel guadagnarsi punti in lunetta.

Disparità tra le due squadre ai tiri liberi? Giannis: “Credo di essermeli meritati visti i colpi che ricevo”

A volte le percentuali non danno manforte all’impegno fisico e mentale del greco, anche se in gara 2 ha chiuso con 11 su 18 ed in gara 3 con 13 su 17, tuttavia Phoenix necessita di una soluzione immediata alla questione tiri liberi. Al termine dell’ultimo match, molti hanno alluso alla differenza di tiri dalla lunetta tentati dalle due squadre come emblema di un arbitraggio mal calibrato.

In gara 3 Phoenix ha tentato 16 tiri liberi totali, mentre il solo Antetokounmpo ne ha tirati 17 in 38 minuti di gioco. L’indignazione è stata poi vincolata ad una domanda rivolta a coach Monty Williams nel post-gara, a cui il capo allenatore dei Suns ha risposto: “Abbiamo tentato 16 tiri liberi, un totale molto basso. Gli avversari ne hanno tirati 26. La mia non è una protesta, sono le statistiche sotto i nostri occhi che parlano al mio posto”.

Anche Giannis è stato interrogato alla voce tiri liberi: “Credo di ricevere un bel po’ di colpi sotto canestro. Ho diversi graffi e scorticature lungo tutto il viso”. “Stanno rendendo la mia bella faccia molto brutta”, ha poi aggiunto con un sorriso il 5 volte all-NBA.

Avendo tentato 35 tiri liberi nelle ultime due gare, si presume che il greco abbia riacquisito la sua massima forma fisica nonostante il brutto infortunio al ginocchio contro gli Atlanta Hawks.

Antetokounmpo guarito dall’infortunio: “Il mio ginocchio è apposto, è una grande sensazione”

Gara 4, finale della Eastern Conference contro gli Atlanta Hawks: Giannis va in salto per cercare o una deviazione o una stoppata sull’alzata per Clint Capela, ma in fase di atterraggio appoggia male il ginocchio sinistro e l’iperestensione dell’arto è più che evidente.

Gran parte degli appassionati, nonché lo stesso staff medico dei Bucks, teme le peggiori conseguenze: una lesione o rottura dei legamenti, o comunque un infortunio fortemente condizionante. Antetokounmpo è in grado di camminare, tuttavia viene ovviamente condotto negli spogliatoi: salterà poi le due partite successive.

Nel mentre che Milwaukee avanza alle tanto ambite finali NBA, i sanitari del Wisconsin comunicano una notizia tanto positiva quanto sorprendente: l’ala greca non ha riportato alcun danno strutturale al ginocchio, ed è prossimo al rientro in campo.

Ad un paio di settimane di distanza dall’accaduto, Antetokounmpo ha dichiarato di essere in gran forma: “Il mio ginocchio è guarito, sensazione fantastica”.

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