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NBA, Golden State continua a vincere e ritrova anche gli Splash Brothers

di Giacomo Brogi
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Dopo un inizio del mese non particolarmente entusiasmante, culminato con la clamorosa sconfitta di qualche giorno fa al Chase Center contro quel che rimaneva degli Indiana Pacers, i Golden State Warriors sembrano aver ripreso la marcia e, nelle ultime due uscite casalinghe, la squadra ha ripreso a giocare con i ritmi asfissianti e dominanti di inizio stagione, nonostante la prolungata assenza di Draymond Green, vero ago della bilancia della franchigia, soprattutto per quanto riguarda il lato difensivo e la sua capacità di leadership. Questa notte è arrivata un’importante vittoria per 124-115 contro degli ostici Minnesota Timberwolves, che quest’anno sembrano finalmente aver trovato una quadra e che lottano per arrivare ai playoffs, dopo tante stagioni nell’ombra. Ma il vero segnale positivo è aver ritrovato finalmente gli Splash Brothers, con Stephen Curry che stanotte ha ripreso a macinare giocate delle sue e tante triple, mentre Klay Thompson ha disputato la sua miglior prestazione dalla data del suo rientro.

Klay Thompson: “Ogni partita che passa, cerco sempre di migliorare”

Klay si presenta soddisfatto e visibilmente contento all’intervista post-partita, consapevole che il suo ritorno alla normalità sarà graduale, ma anche facendo notare ai giornalisti i notevoli progressi messi in atto. Il numero 11 ha chiuso la sua partita con 23 punti, tirando con un ottimo 5 su 9 dall’arco e mostrando giocate di notevole spessore. “Ogni volta che scendo in campo devo immaginare che sia sempre la data del mio ritorno, mi aiuta molto” dichiara “quando la nostra squadra sarà al completo sarà molto dura per gli altri!” La consapevolezza di essere uno dei migliori tiratori della lega c’è sempre, ma adesso sta finalmente tornando anche la voglia di rimettersi in gioco, rischiare e mostrare a tutti che i due anni e mezzo lontano dai campi sono solo un brutto ricordo. Thompson sembra divertirsi come un ragazzino ogni volta che gli arriva in mano il pallone, prendendosi tiri, ritrovando la fiducia e l’intesa dei compagni ma soprattutto il calore e l’affetto del suo pubblico. “Stanotte abbiamo mostrato a tutti come possiamo giocare al completo e con Klay di nuovo con noi”, dichiara Steve Kerr, apprezzando la prestazione dei suoi “inoltre, in queste ultime due partite, abbiamo creato spaziature facendo girare molto bene la palla. In questo modo abbiamo preso ed ottenuto ottimi tiri.” 

Steph Curry sembra davvero essere tornato in forma questa notte,  dimostrando a tutti che le pessime percentuali al tiro mostrate negli ultimi tempi non erano assolutamente parte del suo DNA. Prima della partita si dice che fosse molto nervoso e preoccupato, per paura di ripetere un’altra brutta prestazione. Ma per fortuna il numero 30 ha finito il match mettendo a referto 29 punti, tirando con 6 su 10 dall’arco e risultando il miglior realizzatore dei suoi. Sarà stata la fresca nomina per l’All-Star Game, ma stanotte per fortuna tutto si è risolto. “Devo fidarmi di me stesso e prendermi tiri che so che posso realizzare. Inoltre ci deve essere un equilibrio tra la persona che sei in campo e come entri nel gioco, anche quando le cose non vanno bene. Quando invece cominci a macinare gioco è una bella sensazione e vorresti cavalcare quella gioia e quell’energia per sempre”. Con queste dichiarazioni Steph c’ha raccontato la sua partita, durante le quale ha anche ritrovato il naturale feeling con Klay, riproponendo la mitica coppia degli Splash Brothers, che non si vedeva in tale smagliante forma da tanto, troppo tempo. I due avranno bisogno di ulteriore attesa per confermare l’intesa, ma i segnali arrivati stanotte sono tutti da raccogliere.

Da segnalare anche le buone prestazioni di Andrew Wiggins, fresco anche lui come Steph della titolarità all’All-Star Game, e di Jordan Poole (nel tweet il video di un suo clamoroso canestro). Per entrambi sono arrivati 19 punti, con il primo autore di 5 triple e il secondo di 4. Prima del match gli Warriors avevano una delle peggiori percentuali nel tiro dalla lunga distanza della NBA negli ultimi 12 giorni, chiudendo al contrario la sfida contro Minnesota tirando dall’arco con un notevole 58.4%, che è la seconda miglior performance della storia della franchigia. Dunque Golden State sarà davvero una contender capace di lottare fino all’ultimo per l’anello? Con il ritorno di Green ce ne sarà davvero per pochissimi, soprattutto se le prestazioni dovessero rimanere ai livelli visti nella notte. A mio avviso si contenderanno lo scettro della conference con i Phoenix Suns, altra squadra insidiosissima e con, al momento, un miglior record rispetto ai Dubs. Ma la stagione è ancora lunga e, da qui all’inizio della post-season, può succedere davvero di tutto.

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