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Grizzlies, Ja Morant: “Il formato play-in tra l’ottava e la nona posizionata ci sfavorisce”

di Gabriele Melina

I Memphis Grizzlies del giovane Ja Morant si affacciano ad un possibile inserimento nella corsa al titolo, traguardo che non raggiungono dall’annata 2016\17, ultima stagione in cui la franchigia del Tennessee ha avuto accesso ai playoffs. Attraverso il contributo del prodotto di Murray State, i Grizzlies sono stati capaci di ritrovare un po’ di fiducia nelle loro giovani armi, quest’ultime sicuramente il punto di riferimento per costruire un futuro di successo.

Nel corso della stagione regolare, i ragazzi di coach Taylor Jenkins hanno sorpreso molti, pronostici compresi. Se poco prima del mese di ottobre erano dati per “spacciati” in termini di speranze per accedere ai playoffs, oggi i Grizzlies occupano l’ottava posizione in una Western Conference sempre più competitiva. Il loro record, 32 successi a fronte di 33 sconfitte, gli consente con una percentuale di vittorie molto vicina al 50% di avere tre gare di vantaggio in confronto ai Portland Trail Blazers, quattro rispetto ai Sacramento Kings ed altrettante quattro rispetto ai New Orleans Pelicans.

Come detto in precedenza, i 17.6 punti a serata accompagnati da 6.9 assist e 3.5 rimbalzi da parte di Morant, sono stati la spinta principale per questa cavalcata tagliata corta dalla rapida diffusione del Sars-CoV-2. L’NBA ha però preso delle contromisure per ritornare a giocare in totale sicurezza, dando così l’opportunità ai due lunghi Jonas Valanciunas e Jaren Jackson Jr. di proseguire sulla striscia positiva intrapresa negli scorsi mesi.

Tuttavia, nonostante un piano così dettagliato e ben articolato, la point-guard titolare dei Grizzlies ha dichiarato che questo formato di ripresa va a sfavorire squadre come gli stessi Grizzlies.

Ja Morant: “Il formato play-in tra l’ottava e la nona posizionata è ingiusto per noi”

Come abbiamo potuto osservare nelle settimane precedenti alla ripresa, l’NBA ha ideato all’interno del suo piano di ripresa un breve torneo play-in tra l’ottava e la nona posizionata in entrambe le conference. Difatti, se tra l’ottava e la nona squadra ci saranno quattro o meno vittorie di distanza, allora si subentrerà in una piccola competizione a parte per decretare l’ultima franchigia che accederà ai playoffs.

Tale torneo sarà composto da massimo due incontri: se l’ottava vincerà il primo match, allora sarà lei ad accedere alla corsa al titolo; se, invece, sarà la nona a vincere l’ipotetica “gara uno”, allora si andrà ad una seconda “partita di bella” per assegnare l’ottavo posto nelle rispettive conference. Questo breve torneo alternativo favorisce sicuramente squadre che, come i Blazers, Kings, Pelicans, e volendo anche San Antonio Spurs e Phoenix Suns, sono sì in discussione playoffs, ma sono al contempo abbastanza lontane dall’ottavo posto per lasciarsi scappare questa occasione.

Al contrario invece, squadre come i Memphis Grizzlies hanno già un posto nella corsa al titolo, e secondo la loro point-guard Ja Morant questo nuovo formato andrebbe a loro sfavore:”Credo che questo nuovo formato ci metta un po’ in una situazione di svantaggio, specialmente per tutto l’impegno che abbiamo impiegato nel corso della stagione. Tuttavia, noi non abbiamo alcun controllo su questo, perciò l’unica cosa che potremo fare sarà quella di usare queste gare come un’ulteriore motivazione per dimostrare quanto valiamo“.

Sotto un altro aspetto, però, la riduzione delle gare di stagione regolare ha favorito Morant nella discussione premi individuali. L’NBA ha deciso di non contare gli otto incontri che si terranno nelle prossime settimane per le votazioni annuali, dando ancora più possibilità alla point-guard ventenne di vincere il premio di matricola dell’anno.

“Mi sento davvero bene ad essere preso in considerazione per quel riconoscimento. Per tutto ciò che ho fatto per arrivare fino a questo livello, il premio di matricola dell’anno sarebbe sicuramente un grande onore”.

 

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