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Grizzlies inarrestabili nel segno di Morant: “Mi sto divertendo troppo!”

di Dennis Izzo

Sconfitta nella prima gara del back-to-back per gli Houston Rockets, che cadono per 121-110 sul campo dei Memphis Grizzlies. Questi ultimi, tra le squadre più in forma e sorprendenti della lega, centrano la sesta vittoria consecutiva, che permette loro di rimanere ancorati all’ottavo posto della Western Conference (19-22). Agli ospiti non basta la sedicesima partita stagionale da almeno 40 punti di James Harden, che chiude a quota 41 punti, 6 rimbalzi, 6 assist e una stoppata, pur non andando oltre il 35% dal campo (13/37).

L’assenza di Russell Westbrook, tenuto a riposo come di consueto (l’ex Thunder non gioca mai due gare consecutive e giocherà soltanto un back-to-back quest’anno, essendosi operato al ginocchio la scorsa estate ed avendo saltato la preparazione con i Rockets), si fa sentire e non bastano cinque giocatori in doppia cifra per avere la meglio sui padroni di casa. Mike D’Antoni sceglie di schierare Austin Rivers in quintetto per tenere a bada Ja Morant (10 punti, 2 rimbalzi e 5 assist in circa 26′ per l’ex Clippers), con Eric Gordon che in uscita dalla panchina mette a referto 23 punti, 4 rimbalzi, un assist e un recupero col 47% al tiro (9/19) in 32′, risultando così il secondo miglior scorer della squadra.

“Morant è un giocatore speciale, diventerà una superstar. Memphis ha portato a casa un’ottima vittoria, gioca molto bene e ad oggi parteciperebbe ai playoffs. Tutto ciò è davvero incredibile e Ja ne è la ragione principale.”, il pensiero di Austin Rivers su Ja Morant. Gli fa eco il coach dei Rockets Mike D’Antoni: “Ja Morant diventerà un grandissimo giocatore, anzi lo è già.”

Deludono ampiamente le aspettative, invece, Danuel House e P.J. Tucker: il primo non va oltre 4 punti e 3 rimbalzi in 27′, il secondo non segna nemmeno un canestro, ma tenta appena un tiro, e chiude con 7 rimbalzi, 3 assist e una palla recuperata. 14 punti, 3 rimbalzi e 2 palle rubate col 40% da dietro l’arco (4/10) per Ben McLemore, partito in quintetto, e doppia doppia numero 25 per Clint Capela, che fa registrare 16 punti, 16 rimbalzi e 2 assist con l’86% dal campo (6/7).

Per ciò che concerne i Grizzlies, invece, sono ben sei i giocatori in doppia cifra, con Ja Morant ancora una volta protagonista. Il fenomenale rookie sembra un veterano con anni e anni di esperienza alle spalle, manda al bar i difensori avversari con una facilità impressionante e la sua energia è estremamente coinvolgente e spettacolare. Al prodotto di Murray State University – ormai favoritissimo per il premio di Rookie of the Year – basta un passaggio, un’accelerazione o uno step-back per far alzare in piedi il pubblico dei Grizzlies e non solo.

Grizzlies inarrestabili, il Morant Show travolge anche i Rockets

“Mi sto divertendo tantissimo in questa prima stagione in NBA, sto cercando di apprezzare ogni momento. Non potrei chiedere di meglio, sono felicissimo di giocare a Memphis davanti a un pubblico e al fianco di compagni di squadra fantastici.”, ha dichiarato al termine della gara il talentuoso classe ’99 dei Grizzlies, che potrebbe prendere parte allo Slam Dunk Contest il prossimo 15 febbraio in quel di Chicago.

Morant mette a referto 26 punti, 5 rimbalzi, 8 assist e una palla recuperata con percentuali pazzesche (91% dal campo con 10/11 e 75% da dietro l’arco con 3/4): la point-guard dei Grizzlies risulta così il primo rookie della storia della NBA a far registrare 25+ punti e 8+ assist tirando con almeno il 90% in una partita di regular season. Il ventenne fa faville ed è ottimamente supportato dai vari Dillon Brooks, autore di 24 punti, 4 rimbalzi, 3 assist, un recupero e 2 stoppate col 60% dalla lunga distanza (6/10), Jonas Valanciunas (19 punti, 6 rimbalzi, 2 assist e una stoppata con 8/14 al tiro) e Brandon Clarke (14 punti, 7 rimbalzi, 2 assist e un recupero con 6/7 dal campo).

“Ja scende in campo e gioca come sa fare. Noi vogliamo proprio questo e siamo felici che abbia modo di mettere in mostra tutto il suo talento, la sua competitività e il suo altruismo. Si diverte ed è divertente da vedere da bordocampo, coinvolge sempre i tifosi. Oltre a ciò, ha preso delle decisioni difficili e geniali nei momenti decisivi della partita, ha molta fiducia in sé stesso e ama il gioco. Questa squadra sta facendo grandi cose per la città e per i tifosi, per cui perché non dovremmo continuare a divertirci mentre giochiamo?”, le parole di Taylor Jenkins, head coach dei Memphis Grizzlies dalla scorsa estate.

12 punti, 6 rimbalzi, 4 assist e una stoppata col 44% al tiro (4/9) in 26′ per l’ex di turno De’Anthony Melton, che venne selezionato con la quarantaseiesima scelta al Draft 2018 dagli Houston Rockets, per poi trasferirsi ai Phoenix Suns poche settimane più tardi, senza mai indossare la maglia dei texani, mentre Brandon Clarke, altro rookie interessantissimo (non solo Morant, dunque, tra le file dei Grizzlies), si rende autore di 14 punti, 7 rimbalzi, 2 assist e un recupero con l’86% dal campo (6/7) in 24′ e Jaren Jackson Jr. mette a referto 15 punti, 2 rimbalzi, un assist, 3 recuperi e 2 stoppate.

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