I Memphis Grizzlies hanno perso 8 delle ultime 10 partite, la loro fama di nuovi Bad Boys NBA inizia a pesare sui nervi di Dillon Brooks e soci, e anche le frequentazioni recenti di Ja Morant sono diventate ufficialmente un problema.
Dopo la partita vinta contro gli Indiana Pacers per 112-100 lo scorso 29 gennaio, alcuni amici, la “posse” di Ja Morant, avrebbero provocato “alcuni membri della delegazione dei Pacers” tra cui alcuni giocatori, addirittura avvicinandosi a bordo di un SUV dal quale, stando a quanto riportato per primo da The Athletic, dei testimoni hanno raccontato a un certo punto sia provenuta una luce laser, simile a quela di un mirino ottico di un’arma da fuoco “puntato verso giocatori e membri dello staff” nell’area fuori dal FedEx Forum destinata ai parcheggi riservati.
Un episodio abbastanza chiaro da indurre la NBA a lanciare un’indagine, resa nota solo domenica. Il risultato è stato che le verifiche con i video e le telecamere di sorveglianza non hanno potuto accertare che si fosse trattato di un’arma, né che si sia trattato quindi di minacce specifiche. Alcuni degli individui coinvolti sono però stati banditi dal FedEx Forum.
A confermare in modo indiretto la notizia è stato proprio Ja Morant, che su Twitter ha denunciato che “il suo migiore amico”, tal Davonte Pack, era stato bandito per un anno dall’arena di casa dei Memphis Grizzlies. Alcuni membri del gruppo vicino alla star di Memphis avevano ingaggiato durante la partita un confronto verbale con alcuni giocatori degli Indiana Pacers, l’episodio del post gara sarebbe stato una sorta di “secondo tempo”.
Per voce di coach Taylor Jenkins, i Memphis Grizzlies si sono detti “del tutto a conoscenza dell’indagine della NBA” e cooperativi, e ha aggiunto che dalle verifiche, come detto, non sarebbero emersi fatti seri. Morant, sempre via social, ha invece messo il carico da 90 accusando i media di aver comunque voluto pubblicare la storia nonostante un’indagine ufficiale avesse escluso qualsiasi fatto rilevante. “Un’indagine che non porta a niente, e loro pubblicano comunque il loro articolo solo per dare di me un’immagine negativa e dipingermi così, io e la mia famiglia. E hanno bandito per un anno il mio fratello, incredibile“.
Da alcune settimane, Ja Morant ha iniziato una sorta di crociata mediatica secondo la quale i Memphis Grizzlies sono diventati “la squadra più odiata”, e aveva addirittura dichiarato dopo la sconfitta contro i Cavs di settimana scorsa per 128-113, durante la quale Dillon Brooks era stato espulso per un colpo proibito a Donovan Mitchell, che “la NBA ci odia (…) c’è davvero qualcosa sotto, non è ancora il caso di parlarne ma se le cose non cambiano allora parlerò anche io“.
A metà gennaio il padre di Ja Morant, l’onnipresente Tee Morant, era stato protagonista di uno scontro verbale con l’ex star NFL e oggi opinionista TV Shannon Sharpe alla Crypto.com Arena durante una partita contro i Lakers, alla fine del primo tempo. Sconto che aveva fatto parecchia notizia e in cui erano finiti anche Ja Morant, il solito Dillon Brooks e Steven Adams.

