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Playoffs NBA: finale incredibile tra Heat e Bucks in gara 2, Miami la spunta dalla lunetta con Butler

di Michele Gibin

Con i Milwaukee Bucks testa di serie numero 1 ad Est sotto per 2-0 nella serie contro i Miami Heat, a tenere banco nelle prossime ore sarà (anche) l’incredibile finale di gara 2, col tentativo disperato di Giannis Antetokounmpo e compagni di raddrizzare la partita ed i fischi arbitrali su Khris Middleton e Jimmy Butler.

Due tiri liberi di Butler a tempo scaduto hanno siglato infatti il 116-114 Heat, dopo che i Bucks erano risaliti dal -6 (113-107) in soli 10 secondi.

Miami ha provato a complicarsi la vita in una partita controllata sin dai primi possessi, regalando prima il pallone del -4 a Brook Lopez, poi dopo il primo 1 su 2 dalla lunetta di Butler commettendo fallo sul tentativo da tre punti per il pareggio di Middleton.

Una chiamata arbitrale controversa, con Goran Dragic che si para davanti a Middleton e resta assolutamente verticale, con le braccia alzate. Nel ricadere, l’ala dei Bucks cozza contro Dragic, gli arbitri fischiano e assegnano tre tiri liberi a Middleton che pareggia la gara.

Con 4.3 secondi da giocare, gli Heat si affidano a Jimmy Butler, che sulla rimessa riceve nell’angolo sinistro e va in palleggio arresto e tiro, marcato da Wesley Matthews.

Giannis Antetokounmpo va in aiuto sul tiro di Butler, che nel ricadere cozza a sua volta contro il difensore: risultato, altro fischio e due liberi a tempo scaduto per la star degli Heat, che in lunetta fa 2 su 2 e chiude la partita.

Un finale concitatissimo di una partita giocata con la forza della disperazione dai Milwaukee Bucks, ed in cui sono stati commessi, per la mera cronaca, ben 8 falli ai danni dei tiratori al momento del tiro. Qualcosa di probabilmente mai visto prima ai playoffs NBA.

Dopo la sirena finale, coach Mike Budenholzer commenta il fischio ai danni di Antetokounmpo: “Direi che siamo scontenti della decisione arbitrale, e con il suo tempismo. fare l’arbitro è un compito arduo e lo rispetto, così come rispetto la terna arbitrale di oggi. E’ normale vedere le cose in modo diverso. Ora noi dobbiamo solo cercare di pensare a gara 3, che è la cosa più importante“.

Sotto 2-0, i Milwaukee Bucks sono chiamati ad un’impresa contro una squadra apparsa superiore nelle prime due partite. Il piano difensivo dei Miami Heat è riuscito a rendere la vita difficile ad Antetokounmpo, tra difensori “iper flottati” in pre-rotazione ad ogni possesso a metà campo, un’area dei 3 secondi sempre affollata e tempismo e rapidità negli aiuti e recuperi sui tiratori dei Bucks.

L’MVP in carica ha chiuso la sua partita con 29 punti e 14 rimbalzi in 36 minuti, nonostante qualche problema di falli e con una serata al tiri liberi positiva: 9 su 13. Khris Middleton non ha segnato da tre punti, ma i suoi canestri nel terzo quarto tengono a contatto i Bucks con Antetokonmpo in panchina, Milwaukee che rincorre praticamente dalla palla a due riesce persino a mettere la testa avanti nel quarto periodo: 91-90 con la tripla di Kyle Korver a 9 minuti dal termine.

Vantaggio che dura poco. Goran Dragic (23 punti e 5 assist), Bam Adebayo e Tyler Herro (17 punti e 4 assist in uscita dalla panchina) ricacciano subito indietro i Bucks (100-93 due minuti dopo).

Bucks-Heat, Antetokounmpo dopo la sconfitta di gara 2: “Dipende solo da noi”

Dipende da noi, solo ed esclusivamente da noi, dobbiamo giocare ancora più duro, allenarci e segnare di più“, Giannis Antetokounmpo dopo la partita “Non importa chi abbiamo davanti, dipende da noi. Quale che sia il prossimo avversario, sta a noi capire come fare meglio, come non commettere gli stessi errori, come creare tiri migliori“.

Sul fallo a tempo scaduto commesso su Butler: “Ho cercato di contestare il tiro di Jimmy, gli arbitri hanno visto un contatto. Devo rivedere la giocata anche io“.

Perdere così, senza avere la possibilità di replicare, fa male“, commenta Khris Middleton, 23 punti, 6 rimbalzi e 8 assist a fine gara “Non ho mai visto una cosa così né in stagione regolare che ai playoffs, una cosa difficile da accettare“.

E a fare le spese dell’eccessiva aggressività di molti dei close out dei difensori è stato Andre Iguodala, che nel terzo quarto della partita si è procurato una distorsione alla caviglia destra ricadendo sopra il piede di Kyle Korver. Iguodala ha dovuto abbandonare la partita dopo soli 11 minuti di campo, ed il suo status è in dubbio per gara 3.

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