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Heat, Spoelstra elogia Andre Iguodala: “Un esempio, grande stima per lui”

di Filippo Beltrami

Il ruolo che Andre Iguodala ha occupato ai Golden State Warriors, non avrebbe potuto funzionare meglio. L’ala proveniente dall’Illinois è stata una pedina fondamentale per i tre volte campioni e in più ha vinto anche il premio di MVP delle finali nel 2015.

Il 36enne è stato mandato a Memphis, in una trade fatta nella scorsa off-season, ma nel Tennessee Iguodala non ha mai giocato dalla parte di coloro che giocavano in casa. E quindi, appena prima della trade deadline di febbraio, Iguodala è stato scambiato con i Miami Heat.

Al coach degli Heat Erik Spoelstra , è stata chiesta un’opinione sull’impatto che Iguodala ha avuto in questi primi 5 mesi con la squadra.Ha tutto il rispetto possibile. Ce l’ha avuto sin da primo giorno che è entrato nel nostro spogliatoio, a causa di tutto quello che ha fatto con Golden State negli ultimi 5 anni. Ha molta classe e guardandolo si può capire che abbia molta esperienza. Amo stare con lui, amo averlo nella nostra palestra, nella nostra squadra, nel nostro spogliatoio. È un ragazzo divertente a cui stare a fianco ed è una persona molto interessante. Amo il fatto che i nostri giovani giocatori vedano in lui un esempio di una persona vincente. È un professionista, è un curioso, vuole migliorare sempre più nonostante tutti gli anni che abbia passato nella lega.”

“Il Sesto uomo”, Iguodala si racconta nel suo libro

Come spiega anche nel suo libro “Il Sesto uomo”, Iguodala non era un un membro iniziale del roster dei Warriors. La sua acquisizione ha aiutato a trasformare la franchigia della Baia da una squadra di mezza classifica nella Western Conference, ad un’autentica squadra che vuole il titolo tutti gli anni. L’altruismo e la versatilità hanno permesso ad Andre Iguodala di guidare i giocatori che uscivano dalla panchina e far si che fossero una delle “second unit” migliori della lega. Nel mentre è riuscito a giocare un ruolo molto importante nei minuti finali, insieme agli Splash Brothers e Draymond Green.

Nel suo libro, Iguodala parla del fatto di venire da Springfield, Illinois e quindi di essere considerato un outsider fin dai tempi del liceo e quindi del tipo di leadership che ha sviluppato nel corso degli anni. “Se ne potrebbe parlare, riguardo a quando ero un rookie e di quello che ho dovuto passare,” spiega Iguodala a Forbes. “È come essere uno stagista. Devi farti il mazzo ogni giorno e cercare di scalare le gerarchie, nel modo giusto, avendo rispetto per tutti, sia che qualcuno sia sopra di te o sotto di te. Devi avere quel tipo umano di rispetto. Penso che la cosa più importante dell’essere un leader, sia cercare di tirare fuori il meglio da tutte le persone che stanno sotto di te. Devi vedere il loro potenziale e cercare di massimizzarlo, cercare di capire chi ti trovi davanti come persona e cercare come farli segnare.”

Andre Iguodala per gli Warriors

Quando Kevin Durant si è unito agli Warriors, Andre Iguodala ha giocato un ruolo fondamentale nelle quadrature della squadra. Dopo aver accettato di partire dalla panchina per lasciar spazio ad Harrison Barnes (fidandosi ciecamente di Steve Kerr), Iguodala ha passato tutte le stagioni successive cercando di tenere unita la squadra e mettendosi sempre a disposizione della squadra. “Ho imparato molto da Andre Iguodala. Come usava le mani in area quando i giocatori volevano tirare per esempio,” ha recentemente detto Kevin Durant in una diretta Instagram.

I Golden State Warriors hanno mostrato il loro amore per Iguodala, quando è tornato al Chase Center questa stagione con gli Heat, l’1 febbraio, e sarà per sempre un’icona nella storia di Golden State.

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