Gli Houston Rockets, contender da almeno tre anni ed una squadra costruita come noto sulla matematica e sulla statistica, e dai calcoli del general manager Daryl Morey, contano oggi 11 vittorie e 6 sconfitte, e dopo una serie di 8 vittorie consecutive, Harden e compagni escono dalle ultime tre partite con tre sconfitte. Dato preoccupante: com’è possibile che una squadra ben rodata abbia così tanta difficoltà ad imporsi su squadre dello stesso livello?
I Rockets sono Harden-dipendenti?
Che James Harden sia l’uomo franchigia, è chiaro. Stiamo parlando dell’attaccante più forte nella NBA attuale, che negli ultimi tre anni sta battendo record su record offensivi. Harden sta viaggiando a numeri da capogiro, risultando il giocatore con la media punti più alta (37,9).
la tendenza oggi è che Houston dipende troppo da Harden. Poca la sfrontatezza e il coraggio di creare un’azione personale da parte di altri che non siano Russell Westbrook, spesso ad Harden viene consegnata palla aspettando che si inventi qualcosa, anche quando tira male, risultando in questi casi deleterio per la squadra. I suoi numeri contro Dallas: 32 punti, ma quanti tiri sbagliati? E quanti possessi persi che hanno generato più di un contropiede per i Mavs? Harden ha tirato con 9 su 9 al tiro da due punti, ma non ha saputo fare meglio di un 2 su 15 da dietro l’arco (13%) mettendo assieme inoltre 6 palle perse e 5 falli. Metteteci che i Mavs non hanno praticamente sbagliato un tiro, quanti punti sono scaturiti per la superficialità e dalla “dipendenza” targata James Harden?
Lavoriamo ogni giorno sulla difesa, è chiaro che dobbiamo migliorare sotto questo punto di vista, non credo che l’attacco sia un problema, oggi abbiamo tirato male, eppure abbiamo segnato 123 punti. Ho giocato più del solito, il coach contava molto sul mio attacco. Purtroppo certe cose non te le sai spiegare, stiamo stati sotto da inizio partita e non siamo mai riusciti a recuperare o avere un vantaggio
Sotto, si può vedere come Harden abbia lo spazio per un passaggio sia a Russell Westbrook, che può provare una entrata a canestro, sia a Danuel House, buon tiratore da dietro l’arco. Harden decide di fare da solo, viene raddoppiato, perde palla e i Mavericks partono in contropiede, compromettendo le ultime speranze di rimonta per gli Houston Rockets.
La poca fiducia di D’Antoni per la panchina
Houston è una squadra ben costruita, che cerca ogni anno di inserire tasselli funzionali, puntando a volte su giocatori in passato deludenti, che con D’Antoni potrebbero rinascere. Negli ultimi due anni però, il campo di rotazione è diminuito, tanti minuti per i primi due o tre giocatori uscenti dalla panchina, tantissimi minuti per i titolari: “Ho dato dei minuti extra a James Harden, avevo bisogno di lui dato che faticavamo a recuperare” Spiega D’Antoni “Purtroppo è stata una giornata storta per noi al tiro, abbiamo capitalizzato poche conclusioni, ci concentreremo molto sulla difesa“.
Due soli minuti per il rookie Chris Clemons, che quando è stato chiamato in causa ha spesso dato un contributo, tirando con il 41.2% da tre punti in 11 gare. Un giocatore che l’anno scorso al college collezionò 30.1 punti di media in 33 partite, una point guard che data la sua stazza, 175 centimetri, chiaramente non può permettersi grandi evoluzioni sotto canestro, ma che in questi Rockets potrebbe far valere il suo tiro. E siccome i numeri sono promettenti, perché non adoperarlo di più?
Nella partita persa nel finale contro i Los Angeles Clippers per 119-122, si può notare come Clemons, ad un secondo e mezzo dal termine, tagli bene per andare all’angolo e sia totalmente da solo per un buon tiro da tre punti. La palla viene data comunque a James Harden che prova a staccarsi ma viene raddoppiato da Paul George e Kawhi Leonard, due grandi difensori.
Soli due minuti invece per Thabo Sefolosha e Isaiah Hartenstein, due giocatori potenzialmente utili per far rifiatare i titolari. Lo scorso anno, per via dell’infortunio di Clint Capela, Daryl Morey si mosse acquisendo le prestazioni di Kenneth Faried, rinato a Houston portandosi con se la sua classica esplosività. Il suo apporto fu più che positivo, ma durante i playoffs, l’ex giocatore dei Denver Nuggets non fu utilizzato, anche quando Capela andò in netta difficoltà contro i Golden State Warriors, ed in estate Morey decise di non rinnovarlo.
Faried chiuse la stagione con 12.9 punti e 8.2 rimbalzi di media in 24.4 minuti di impiego a partita.
Poca la predisposizione in difesa, troppa l’aggressività
I Dallas Mavs hanno totalizzato 137 punti, troppi per Houston, una squadra che vuole vincere. questo cosa suggerisce? La difesa è poca, e quando c’è è troppo aggressiva: 26 falli commessi, e la maggior parte di questi su tiri che sono andati dentro, generando tanti giochi da tre punti.
E’ comunque presto per dirlo, fare commenti troppo affrettati potrebbe risultare sbagliato ma è oggi evidente che gli Houston Rockets hanno bisogno di cambiare marcia contro squadre dello stesso livello, o più forti. Avere una maggiore concentrazione in difesa, e maggior fiducia tra compagni in fase d’attacco.

