La questione Ja Morant ha creato ovviamente molto scalpore all’interno della NBA. Prima della vittoria dei Memphis Grizzlies contro gli Warriors, è intervenuto sull’accaduto anche l’allenatore di Memphis, Taylor Jenkins.
Jenkins ha riferito che già da tempo la franchigia e la squadra erano “al lavoro” con Ja Morant, per cercare di indirizzare il ragazzo verso uno stile di vita più consono alla persona che ormai è diventata. Naturalmente, il video con una pistola girato da Morant sui suoi social è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando la società dei Grizzlies ad escluderlo per almeno 6 partite.
Inizialmente, le partite che Morant avrebbe dovuto saltare dovevano essere due. Successivamente, poi, si è optato per aggiungere altre quattro partite. Dunque, se così dovesse essere, il giocatore non metterà piede in campo prima del 17 marzo, contro i San Antonio Spurs. Su quanto successo, è intervenuta anche la polizia, la quale però riferisce che non ci sono prove sufficienti per perseguire accuse penali nei confronti del giocatore.
“Abbiamo avuto diverse conservazioni in passato per cercare di aiutarlo a migliorare ed evolversi come persona e giocatore”, dice Jenkins. “Ovviamente, con l’ultimo accaduto siamo arrivati al culmine, ed abbiamo dovuto agire di conseguenza. Ci sono sicuramente passaggi che dovranno essere affrontati personalmente e professionalmente.”
L’assenza di Ja Morant va a pesare molto su tutta la squadra e arriva in un fase di stagione molto delicata. Prima della vittoria di questa notte contro gli Warriors, Memphis era a tre sconfitte consecutive. Al momento, è in piena lotta contro i Sacramento Kings per il secondo posto della Western Conference, con entrambe le squadre a 39 vittorie e 26 sconfitte.
“Tutti vogliono sapere come andrà a finire questa situazione”, aggiunge Jenkins. “È sicuramente l’argomento caldo. È nostra responsabilità, però, migliorare personalmente il giocatore. Questo è un fattore molto importante che non dobbiamo sottovalutare.”

