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Jazz, Rudy Gobert: “Tre mesi dopo il covid fatico a distinguere gli odori”

di Gabriele Melina

Rudy Gobert, centro degli Utah Jazz, è stato il primo giocatore NBA a contrarre il Sars-CoV-2, avvenimento a cui poi è seguita la sospensione del campionato. Mentre, a partire dal mese di marzo, Adam Silver ha impiegato gran parte del suo tempo a definire nei dettagli il piano di ripresa che verrà messo in atto dal mese luglio, il lungo francese ha invece speso le sue giornate in isolamento nel tentativo di, innanzitutto, limitare la diffusione dello stesso, e poi guarire così da ritornare a giocare ed ad allenarsi con la sua squadra.

A quattro mese di distanza dall’aver contratto il virus, il ventottenne, pur avendo acquisito un buono stato di salute generale, ha riportato di aver comunque delle difficoltà nel sentire e riconoscere i vari odori:”L’olfatto è sicuramente ritornato, ma non è di certo al 100%. Posso sentire gli odori, ma faccio comunque un po’ fatica, specialmente da lontano. Ho parlato con degli specialisti del settore, e mi hanno detto che potrebbe dover passare un anno per ritornare al meglio“.

Gobert ha dichiarato di “sentire e provare comunque delle strane sensazioni“, dovute molto probabilmente agli effetti collaterali del virus. Tuttavia, il nativo di Saint-Quentin non è consapevole se tali percezioni siano strettamente legate al Sars-CoV-2, oppure se siano dovute alla sua lunga astinenza dal gioco del basket. Al di là di ciò, il due volte difensore dell’anno ha comunicato di essersi lasciato alle spalle brutti sintomi che hanno caratterizzato i suo mesi precedenti, tra cui un’infiammazione ai polmoni.

Rudy Gobert: “La paura e lo stress fanno più male dei sintomi legati al virus”

Il lungo degli Utah Jazz, prima volta all-star proprio quest’anno in quel di Chicago, considera sentimenti come lo stress e la paura molto più dannosi rispetto ai sintomi legati al virus stesso. All’interno di un’intervista per un quotidiano francese, Gobert ha affermato che le critiche ricevute dopo essere risultato positivo al test lo hanno colpito profondamente.

Egli era stato criticato perché, in una conferenza stampa, aveva toccato con le sue mani tutti i microfoni presenti sul tavolo scherzando inoltre sull’effettiva presenza del virus(in quel momento, Gobert non era ancora consapevole di averlo contratto, ndr).

“Mi pento senza dubbio di aver toccato tutti i microfoni presenti, e di aver scatenato tutte queste polemiche nei miei confronti. Ritengo, però, che toccare i microfoni con le proprie mani sia meno rischioso di parlarci sopra, dato che il virus si trasmette attraverso la saliva. Comunque, queste critiche mi hanno colpito profondamente ed hanno avuto un effetto su di me, perciò mi scuso come ho fatto in precedenza per le azioni che ho commesso”

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