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Joel Embiid nel 2014 era vicino ai Cavaliers, ma l’infortunio lo portò altrove

di Gabriele Melina

Tuffo nel passato al draft NBA del 2014 dove Joel Embiid, lungo dei Philadelphia 76ers, venne selezionato con la scelta numero tre dalla franchigia del Pennsylvania. Il centro camerunese, come riportato nel libro “Tanking to the Top: The Philadelphia 76ers and the Most Audacious Process in the History of Professional Sports” di Yaron Weitzman, era particolarmente vicino ad essere introdotto nella lega come prima scelta assoluta.

Se ciò fosse accaduto, allora il ventiseienne avrebbe dovuto dare il via alla sua carriera in maglia Cleveland Cavaliers. Eppure, visto il susseguirsi degli eventi storici, ciò non è mai avvenuto.

E’ la seconda venuta di Hakeem Olajuwon, è incredibile, non ho mai visto un qualcosa di simile“, esclamò all’incirca sei anni fa David Griffin, all’epoca general manager dei Cavs, all’interno di una sessione di allenamento per scrutare i nuovi e giovani talenti. Embiid fu in grado di mostrare in quegli attimi tutte le ampie sfumature del suo gioco, partendo da una serie di movimenti tecnici che solo pochi giocatori della sua stazza sono in grado di replicare, fino ad arrivare a mostrare la sua forza fisica, quella mentale ed il suo voler dominare in campo.

Quello che oggi è un tre volte All-Star implorò il reparto amministrativo di selezionarlo con la prima scelta, ripudiando un’eventuale selezione alla numero 2 da parte dei Bucks, perché Milwaukee era una città troppo banale e noiosa.

Ad una delle cene organizzate dai Cavs per conoscere meglio colui che risulterà il futuro economico e mediatico della squadra, il prodotto di Kansas University seppe mantenere il giusto profilo, “era simpatico, educato, e sicuramente più interessato alla pallacanestro della maggior parte dei ragazzi che si presentano qui per lo stesso compito“, riporta Weitzman nella sua pubblicazione.

L’imprevisto che portò Embiid a giocare lontano dall’Ohio si manifestò la mattina seguente. Si trattava di un infortunio, precisamente una frattura dell’osso navicolare nel piede destro. Lo staff medico dei Cavaliers, dopo tutte le analisi effettuate, rimase poco convinto dalla salute fisica del giocatore e comunicò a Griffin di affidare le chiavi dei propri successi futuri in mano ad un altro giovane, che da lì a poco tempo dopo sarebbe risultato nell’ala canadese Andrew Wiggins.

Il 26 giugno del 2014 al Barclays Center di Brooklyn, il lungo originario del Camerun si accasò ai Philadelphia 76ers, che con notevole pazienza riuscirono prima ad attendere la sua completa guarigione, e poi a farlo sviluppare in uno dei giocatori più promettenti del suo ruolo. Ad oggi, Joel Embiid produce una media a serata di 23.4 punti, 11.8 rimbalzi e 3.1 assist, accompagnati dal 47.4% dal campo ed il 34.8% dalla lunga distanza in 23.4 minuti di presenza sul parquet.

Grazie a tale contributo, i ragazzi allenati da coach Brett Brown sono riusciti a guadagnarsi in questa stagione NBA 2019\20 la sesta posizione nella Eastern Conference, attraverso un record di 39 successi a fronte di 26 sconfitte.

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