Joel Embiid lo aveva detto al training camp: “Quest’anno non esistono All-Star Game o premi individuali“, e non si pensava che intendesse eseguire in maniera così letterale e rapida, mentre contro gli Charlotte Hornets il centro dei Philadelphia 76ers salterà la sua partita numero 15 della stagione, su 19 totali.
Embiid è ancora fuori per problemi al ginocchio sinistro operato a gennaio, un anno fa praticamente, e su cui lo scorso anno dopo il rientro a fine marzo aveva giocato i playoffs, e persino le Olimpiadi di Parigi in quella che, vista oggi, sembra un’imprudenza incredibile. La stagione dei Sixers è nel frattempo praticamente compromessa per gli obiettivi d’alta quota, solo il livello medio basso della Eastern Conference tiene vive le speranze di post season per una squadra con un record di 4 vittorie e 14 sconfitte.
Le nuove regole NBA hanno fissato in 65 il numero minimo di partite giocate per essere eleggibili per i premi stagionali di fine anno e per gli All-NBA. Embiid si era già chiamato fuori al raduno di inizio ottobre dichiarando che l’unico obiettivo era arrivare in salute ai playoffs. Omettendo che per arrivarci occorrerebbe giocare, un comma 22 da cui è difficile uscire. Di tempi certi sul (secondo) rientro di Embiid non ce n’è, la settimana scorsa coach Nick Nurse aveva spiegato che il ginocchio di Joel si era gonfiato prima di una partita e che il giocatore si sarebbe fermato per valutazioni mediche. Da lì in poi più nulla.
A parole e anche per obbligo, l’obiettivo dei Sixers resta quello di fare i playoffs. Un buon inizio sarebbe mettere finalmente in campo il big three con Embiid, Paul George e Tyrese Maxey per vedere l’effetto che fa, ma dopo quasi due mesi di regular season non c’è stato verso per i problemi fisici di tutti i coinvolti. Il tempo per girare la stagione a Philadephia inizia a scarseggiare e non passerà ancora troppo tempo prima che il calcolo, realistico e pragmatico, da fare sarà quello di (non) giocare per conservare la scelta al primo giro al draft NBA 2025, protetta solo per le prime 6 chiamate. Decisione che non sarebbe senza precedenti neppure a Philadelphia e che sarebbe giustificabile con la Ragion di Stato. E fornirebbe ai Sixers l’alibi per ciò che, diciamocelo, è la scelta verso cui si va, ovvero tenere fuori Embiid per il resto della stagione e salvare un investimento da 192 milioni di dollari complessivi fino al 2029.

