USA Today ha citato tra i motivi che stanno spingendo Ben Simmons a forzare la richiesta di trade in queste ore, fino a minacciare di non presentarsi al training camp di fine settembre, la relazione ormai “deteriorata” tra Simmons e Joel Embiid.
Una fonte restata anonima ha raccontato a USA Today come “la spaccatura tra Embiid e Simmons si sia allargata” e che la colpa sia da distribuire sui diretti interessati così come sui Philadelphia 76ers, colpevoli – scrive il quotidiano USA – di non aver aiutato abbastanza Ben Simmons a sviluppare il proprio gioco, a partire dal famigerato tiro da fuori.
Del resto, dopo l’eliminazione in gara 7 delle semifinali della Eastern Conference contro gli Atlanta Hawks, era stato Embiid a commentare l’incredibile errore di Simmons che con ancora circa 3 minuti da giocare nel quarto quarto e con la partita in bilico, aveva rinunciato a due punti facili in layup per scaricare il pallone a un compagno (Matisse Thybulle), in piena confusione. “Quando ho capito che non ce l’avremmo fatta oggi? Quando Simmons ha rinunciato a 2 punti facili, abbiamo segnato invece solo un tiro libero e poi dall’altra parte Trae Young ha segnato da tre punti. Io poi ci ho messo del mio con un’altra palla persa, ma la svolta in negativo per noi è stata quella“, aveva spiegato Embiid dopo la partita. “Sentivo che questo era il nostro anno. Se ci riproveremo con lo stesso gruppo l’anno prossimo? Bella domanda“.
Poche ore dopo il report del Philadelphia Inquirer sulla decisione di Simmons, e dopo l’articolo di USA Today, lo stesso Joel Embiid su Twitter ha risposto negando quanto emerso dalla fonte anonima: “Basta usare il mio nome per portare avanti i propositi di qualcun altro (…) io amo giocare con Ben (Simmons, ndr), i nostri numeri assieme non mentono. Lui è un giocatore straordinario e noi tutti come squadra abbiamo perso, e io mi assumo tutte le responsabilità. Spero che l’anno prossimo siano tutti in squadra perché io so che siamo abbastanza forti per vincere“.
“Parlo per esperienza, voi non avete idea di quanto alcuni media si inventino cose per aumentare follower, e chi gli crede dovrebbe vergognarsi (…) non mi dimentico che appena 2 anni fa la gente a Philadelphia mi fischiava e voleva vedermi ceduto, io li ho persino zittiti una volta in campo. E io ci ho messo tanto lavoro per migliorarmi perché sapevo che non stavo giocando al pieno delle mie possibilità. Tifosi di Philadelphia, anche voi dovreste migliorare“.

