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Blazers-Grizzlies da playoffs, Nurkic brilla al rientro e rivela: “Nonna in coma, ha il Covid”

di Michele Gibin

E’ durata 16 mesi l’attesa di Jusuf Nurkic, lungo dei Portland Trail Blazers, ma finalmente “the Bosnian Beast” è tornato al centro dell’area su un parquet NBA, ed in una delle partite più importanti della stagione per gli uomini di coach Terry Stotts.

Il primo degli 8 “seeding games” di Orlando ha visto i Blazers di Nurkic contro i Memphis Grizzlies, diretti rivali per l’ottavo e ultimo posto nella Western Conference, ed il risultato è stato una partita da playoffs, che i Trail Blazers acciuffano dopo un tempo supplementare e mille emozioni.

140-135 per i Blazers, che ora sono a sole 2.5 partite di distacco dai giovani Grizzlies e possono gioire delle sconfitte di New Orleans Pelicans e Sacramento Kings, altre rivali dirette.

Quello, e la prova di Jusuf Nurkic.

33 minuti di gioco, 18 punti, 9 rimbalzi, 6 stoppate e 5 assist, ed un canestro fondamentale per tenere in partita i suoi a metà quarto quarto quando le energie per Damian Lillard e compagni sembrano finite. Il tutto realizzato dopo un’assenza lunghissima e l’infortunio terribile del marzo 2019, e con la testa a casa, in Bosnia, con nonna Hana.

Gli ultimi due giorni sono stati tra i più difficili della mia vita, mia nonna ha il covid ed è in coma” spiega Nurkic nel post gara “Credo proprio che la gente non capisca quanto grave sia questa cosa, noi siamo fortunati, siamo in un ambiente sicuro e protetto, facciamo il test per il virus tutti i giorni, ma vi prego, state attenti e mettetevi quella ca**o di mascherina se dovete“.

Per lui è stata una situazione difficile“, ricorda C.J. McCollumDi quelle in cui la tua testa è altrove, e per di più sei molto lontano dalla tua famiglia. Per cui, merita grande rispetto per quello che è riuscito a darci questa sera“.

Blazers-Grizzlies, Nurkic: “Ho aspettato questo momento per 16 mesi”

Il ritorno in campo di Nurkic e Zach Collins ha dato come previsto più profondità e difesa ad una squadra che ha patito i tanti infortuni in stagione. Coach Stotts parte in quintetto con i due e con Hassan Whiteside in uscita dalla panchina, e nel primo tempo sono McCollum e Gary Trent Jr a scavare il vantaggio Blazers (68-60).

Nel secondo tempo sono Ja Morant ed un super Jaren Jackson Jr (33 punti con 6 su 15 al tiro da tre punti) a riportare sotto i Grizzlies, McCollum si ferma e Lillard fatica contro i blitz di coach Jenkins sui pick and roll, Memphis sale sul +11 a fine terzo quarto e la partita sembra finita.

Nurkic, Lillard e Carmelo Anthony riescono però a riportare sotto i Blazers, gli ultimi minuti di gara sono di un’intensità da playoffs vera: falli (tanti), 5 falli tecnici a Collins, Brandon Clarke e Gary Trent Jr, le due triple consecutive di Anthony a ricucire definitivamente lo strappo Grizzlies a fine quarto quarto, Morant e Clarke che replicano e poi ancora Melo impatta sul 124 pari.

Ai supplementari, McCollum parte forte e i Blazers vanno sul +11 (135-124) per poi complicarsi la vita e chiudere solo nei secondi finali dalla lunetta, con Carmelo Anthony (21 punti e 7 rimbalzi a fine gara) e Lillard.

Ed io sono solo felice che abbiamo vinto questa dannata partita” così Nurkic, che ha guardato i supplementari dalla panchina dopo il sesto fallo a fine quarto periodo “Ho aspettato questo momento per 16 mesi. Il campo da basket è il mio santuario, in vita mia ne ho vissute parecchie, nulla cambierà la mia mentalità. Tutti noi passiamo momenti così ma la mia squadra ha bisogno di me e conta su di me“.

Basta poco per salvare delle vite, bisogna capirlo: indossare una mascherina se vai trovare i tuoi nonni o sei in mezzo ad altra gente, bisogna essere intelligenti e non dare nulla per scontato. La cosa è seria, noi non saremo qui in una bolla se non lo fosse“. Nurkic racconta poi di aver parlato solo pochi giorni prima con sua nonna “Non voleva andare all’ospedale, nonostante non stesse bene, allora le ho detto che se non ci fosse andata sarei andato io fino a lì, questo le ha fatto cambiare idea, spero solo non sia stato tutto inutile“.

La partita è stata caratterizzata dai tanti falli personali, 36 per i Blazers e 26 per i Grizzlies, una costante in queste prime gare di stagione a Orlando, e che i giocatori attribuiscono alle condizioni particolari ed all’assenza di pubblico, che induce gli arbitri a fischiare di più. “Credo che il fatto che ci sia poca gente, e non ci sia il pubblico possa distrarre un poco gli arbitri, anche i rumori… un po’ troppi fischi, alcuni falli tecnici per un’esultanza un poco forte o per qualche parolina“, così Damian Lillard, 29 punti e 9 assist a fine partita “Credo anche loro stiano cercando di abituarsi, speriamo possa andare meglio“.

Credo che gli arbitri debbano stare un po’ più attenti a misurare il loro metro“, C.J. McCollum dopo la gara “Siamo comunque giocatori competitivi, anche senza pubblico, io mi sono beccato un tecnico senza dire una parola. Anche noi giocatori però dobbiamo essere più intelligenti“.

Grizllies, Blazers, Pelicans, Kings, Spurs e Suns si giocheranno nelle prossime 7 partite l’ottavo e nono posto nella Western Conference, che se la classifica finale lo prevederà varranno i play-in per l’accesso al tabellone principale dei playoffs NBA 2020.

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