Karl-Anthony Towns è tornato a giocare una partita NBA, dopo averne saltate 13 di fila a causa dell’infezione da coronavirus contratto a gennaio e alcune settimane “difficili”, come raccontato dallo stesso giocatore dopo la gara contro i Los Angeles Clippers.
Towns ha giocato per 31 minuti e segnato 18 punti nella sconfitta per 119-112 dei suoi Minnesota Timberwolves contro i Clippers, guidati da un Kawhi Leonard inarrestabile, da 36 punti con 8 rimbalzi e 5 assist e 5 su 6 al tiro da tre.
Clippers che hanno giocato senza Paul George ma che hanno ritrovato come da programma Pat Beverley, che ha ripreso il suo posto in quintetto base.
Il rientro di Towns è stato particolarmente lungo anche se rapportato a casi analoghi tra i giocatori NBA guariti dall’infezione (Jimmy Butler e Jayson Tatum i casi più recenti). La star dei Twolves ne ha pralto nel post partita: “Io sono un soggetto a rischio, e non me la sono passata per nulla bene con il Covid, comunque. Ho passato notti difficili (…) i parametri vitali non erano buoni e non mi sentivo per nulla bene. Per tutto il tempo ho pensato alla mia famiglia, alla mia nipotina e li ho tenuti li accanto a me con la mente“. Towns ha rivelato che di soffrire di alcune condizioni pregresse che avrebbero “facilitato” il compito al virus, senza scendere in dettagli.
“Sentivo di persone che dopo quattro o cinque giorni dicevano di stare benissimo, di colpo. Beh, a me non è successo. Oguno di noi risponde in maniera diversa al Covid, e le mie condizioni pregresse non hanno giocatoa mio favore. La cosa che ha fatto più paura è la predisposizione genetica che deriva da mia madre (morta per complicazioni da covid ad aprile, ndr). Sapevo che non sarebbe stata una passeggiata“.
Karl-Anthony Towns ha anche parlato, non senza un certo disagio, delle cure specifiche che ha ricevuto per superare la malattia. Trattamenti specifici come gli anticorpi monoclonali usati contro le infezioni gravi da Covid sono molto costosi e non sempre accessibili. “Mi sento abbastanza in colpa, penso che (il trattamento, ndr) dovrebbe diventare accessibile a tutti, in tutto il mondo. Mi sento così, anche se le cure mi hanno aiutato a guarire, a restare vivo (…) vorrei fare qualcosa per rendere più accessibili le cure a più persone possibile“.
Il 2020 di Karl-Anthony Towns è stato terribile. Il giocatore ha perso ad aprile la madre Jaqueline a causa del Covid, Towns ha poi raccontato che 7 membri della sua famiglia hanno perso la vita a causa del virus. Anche il padre del giocatore aveva contratto l’infezione, riuscendo per fortuna a guarire.

