Kawhi Leonard, 16 mesi dopo, ritorno sul luogo del delitto ad Oakland
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Raptors, Kawhi Leonard torna alla Oracle Arena, sul luogo del delitto dopo la “maledetta” gara 1 del 2017

Kawhi Leonard trade

Raptors, Kawhi Leonard torna alla Oracle Arena, sul luogo del delitto dopo la “maledetta” gara 1 del 2017

Nella notte italiana tra mercoledì e giovedì Kawhi Leonard tornerà ad Oakland, sul luogo del delitto (altrui) dopo la gara 1 delle finali della Western Conference 2017.

Domenica 14 maggio 2017 Kawhi era ancora in maglia San Antonio Spurs, ed a metà terzo quarto gli Spurs erano avanti di 23 punti. Kawhi Leonard, fin lì autore di una gara da 26 punti, 8 rimbalzi, 3 assist e 11 su 11 ai liberi, si alza dall’angolo sinistro, segna, ricade sul piede di Zaza Pachulia e si gira la caviglia destra.

Kawhi si rialza, segna il libero supplementare poi esce dal campo. Per non rientrare più. Durant e Curry riportano sotto gli Warriors e vincono la partita. San Antonio, senza più Leonard e Tony Parker, si deve arrendere in 4 partite.

Quella partita fu la più classica delle sliding doors, delle porte girevoli ad aver mai fatto la sua comparsa su un campo da basket. Se Leonard non si fosse fatto male, se l’infortunio alla caviglia non avesse gravato ancor di più sul famoso problema al quadricipite, se Pachulia avesse giocato a calcio, Kawhi sarebbe ancora in Texas (chissà).

E invece no. 16 mesi malcontati dopo, Kawhi Leonard tornerà alla Oracle Arena.

Squadra diversa, momento diverso della stagione, ambizioni… quelle dei vecchi tempi a San Antonio: vincere.

I Toronto Raptors affronteranno Golden State alla seconda partita di un back to back. Prima ci sarà da sfidare il Gallo a L.A. (Kawhi potrebbe non essere della partita, al momento in cui si scrive), e la prima delle due sfide stagionali previste tra Raptors e Warriors è stata spettacolare: 131-128 in quattro quarti più supplementari di testa a testa tra Kawhi Leonard e Kevin Durant.

Gli Warriors arrivano alla sfida di mercoledì al gran completo. Steph Curry e Draymond Green sono tornati e rivogliono ciò che è loro, il controllo della NBA.

Kawhi Leonard, Danny Green: “Il passato non conta”

 

Il 14 maggio 2017 Danny Green era ovviamente in campo (chiuse con 8 punti in 33 minuti), e quest’anno ha seguito Kawhi Leonard a Toronto:

Quel che è stato è stato. Cosa sarebbe successo se, come e quando, non importa. Oggi siamo qui. Chiaramente sarebbe stato meglio se (Kawhi, ndr) non si fosse fatto male ed avessimo continuato a giocare. Forse avremmo potuto fare qualcosa di speciale. Ma ora siamo qui, ed è qui che vogliamo che accadano cose speciali, ci stiamo provando con tutte le forze

– Danny Green su Kawhi Leonard –

 

 

Il ritorno alla “massima potenza” di Kawhi sta procedendo senza scossoni. I raptors hanno optato per un monitoraggio severo del minutaggio dell’MVP delle finali NBA 2014. Leonard non è ancora ufficialmente abilitato a giocare entrambe le partite di un back to back, sebbene coach Nurse e lo staff si siano sempre riservati di decidere al momento il da farsi.

Nelle ultime gare, il neo coach dei Raptors Nick Nurse ha notato un miglioramento generale nelle condizioni atletiche di Kawhi Leonard. Salti più alti, tiri meno corti “Credo che il meglio debba ancora venire, per lui“. Giunti alle porte del terzo mese di regular season, tutte le restrinzioni su minuti e back to back verranno tolte, mentre i Toronto Raptors inizieranno ad inquadrare l’obiettivo minimo di stagione, le finali di conference.

La partita di mercoledì, il ritorno sul luogo del delitto (Pachulia sverna attualmente a Detroit, siamo salvi), sarà un piccolo passo per i Toronto Raptors ma un passo da gigante per Kawhi Leonard.

In casa del negazionista Stephen Curry, per di più.

Michele Gibin
pt.fadeaway@gmail.com

Contributor per NBAPassion.com

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