Kevin Durant è fermo dallo scorso 14 febbraio a causa di un problema muscolare alla gamba sinistra, e il suo rientro sarebbe tutt’altro che imminente.
Come riportato da Shams Charania di The Athletic, i Brooklyn Nets restano prudenti con la salute della loro superstar e non intendono rimettere in campo KD fino a che le sue condizioni fisiche non glielo consentiranno. Tradotto, almeno altre due settimane di attesa prima da saperne qualcosa di più.
I Nets non hanno sentito la mancanza di Durant e hanno vinto 11 delle ultime 12 partite, trascinati da James Harden e da un Kyrie Irving finalmente più sereno e concentrato sul campo e sul gioco. Brooklyn può dunque permettersi di attendere senza particolare fretta sia il rientro di KD che l’esordio di Blake Griffin, arrivato dopo il buyout con i Detroit Pistons e che avrà bisogno di almeno una o due settimane di allenamento prima di scendere in campo.
Nel frattempo a trovare spazio in campo sono i tanti giocatori di complemento che coach Steve Nash sta ruotando: Bruce Brown su tutti, quindi Nicolas Claxton, Timothe Luwawu-Cabarrot e Landry Shamet attorno alla rotazione fissa Harden-Irving-Harris-Green-Jordan.
Kevin Durant ha giocato sole 19 partite fin qui alla sua prima stagione in maglia Nets, dopo un intero anno saltato per recuperare dall’infortunio al tendine d’Achille della gamba sinistra del 2019. 19 partite in cui KD ha dimostrato di non aver perso un grammo della sua abilità offensiva, viaggiando a cifre da MVP, la sua tenuta fisica era un’incognita prima della stagione e oggi si è rivelata un fattore, con uno stop che si sta prolungando ormai oltre il mese di assenza.
Durant e i Nets hanno ancora tempo prima dei playoffs, Harden e Irving basteranno probabilmente persino a vincere la conference (l’infortunio occorso a Joel Embiid, seppur non grave, potrebbe aiutare), e in fondo James Harden è arrivato anche come assicurazione kasko contro gli infortuni (anche Irving ha avuto problemi in passato, anche ai Nets). Il big three di Brooklyn ha giocato assieme finora sole 7 partite e non ha dimostrato problemi di assimilazione, ma i playoffs sono una situazione del tutto diversa e il flop dei Los Angeles Clippers dello scorso anno ne è un piccolo esempio.
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