Kobe Bryant su Harden, la profezia di Febbraio: "Così non si vince"
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Kobe Bryant, la sentenza su Harden lo scorso Febbraio: “Con questo gioco non si vince”

Kobe Bryant, la sentenza su Harden lo scorso Febbraio: “Con questo gioco non si vince”

Kobe Bryant, già lo scorso febbraio, aveva detto la sua su Harden e i suoi Rockets, avvertendoli della necessità impellente di variare modalità di gioco in vista dei playoff. Le sue dichiarazioni, nello specifico, furono molto chiare in proposito:

Riconosco la sua forza, ma credo ci sia modo e modo di vincere. Ed io penso che, con l’attuale sistema di gioco, i Rockets non vinceranno mai il titolo.

Tale profezia, se così possiamo chiamarla, non è tardata ad avverarsi qualche giorno fa nella serie contro gli Warriors. Al primo vero momento chiave della stagione, infatti, Houston si è sciolta dinanzi agli attacchi del più quotato avversario, seppur quest’ultimo era stato messo in difficoltà da diversi importanti infortuni.

KOBE BRYANT SU HARDEN: I DETTAGLI

Il Black Mamba e il Barba in un incontro Lakers-Rockets di qualche anno fa

A dire dell’ex numero 24 di Los Angeles, uno dei maggiori difetti dei Razzi texani è l’eccessiva concentrazione del gioco nelle mani dell’ex Thunder, bloccando così la regolare e fluida circolazione del pallone. Ed i dati statistici sono concordi con le opinioni del 5 volte campione Nba; a titolo di esempio, infatti, basti pensare che ogni volta che Bryant superò il 33% di Usage Rate (percentuale usata per quantificare il tempo con la palla in mano per ogni singolo giocatore), egli non riuscì mai a vincere il titolo. Quest’ultimo, in particolare, arrivò nel 2009-2010 con un Usage Rate poco superiore al 32%. Harden, al contrario, nella stagione appena passata, ha mantenuto più del 40% di questa particolare statistica, risultando essere tra i più alti nella storia del gioco. E ciò fu realizzato in un’annata davvero straordinaria per il Barba, che nel 2018-2019 ha messo su cifre a dir poco surreali

  • 36,1 punti
  • 7,5 assist
  • 6,6 rimbalzi
  • 36,8 3P%
  • 87,9 FT%

Nonostante tali numeri, comunque, Houston non ha saputo sfruttare a pieno titolo il potenziale del numero 13, creando un sistema di gioco efficace ma interpretato da elementi non all’altezza della situazione. Il supporting cast del MVP in carica, infatti, non ha reso quanto sperato, permettendo così a Golden State di prendere lentamente il sopravvento nel corso della serie.

E dire che il diretto interessato della critica avanzata da Bryant, ossia lo stesso Harden, aveva ammesso, a suo tempo, le carenze nel gioco dei Rockets, auspicando però dei miglioramenti nei mesi a venire. Cambiamenti che, come si è visto, non sono stati compiuti in maniera così incisiva, provocando la cocente eliminazione per mano del team della Baia.

Kobe ha probabilmente ragione, non stiamo giocando bene, ma ai playoff sarà diverso. Ho preso tutte queste responsabilità perché avevamo tanti infortuni [vedi gli stop di Paul e Capela, ndr]. Ma mi auguro che in Primavera sarà diverso.

In conclusione, dunque, quella che abbiamo assistito venerdì scorso era solamente la cronaca di una “tragedia”, sportivamente parlando, già annunciata. Presumibilmente, dalle parti del Texas avrebbero dovuto far tesoro dei segnali di allarme lanciati da uno degli interpreti più importanti di questo sport. Errori, questi, che a livelli cestistici così alti prima o poi si pagano.

Tommaso Ranieri
tommi-ranieri@hotmail.it

Studente di Giurisprudenza, amante del basket, in modo particolare del campionato NBA, e dello sport in generale.

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