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Per Kobe Bryant Oscar all’orizzonte? “Dear Basketball” in nomination

di Claudio Zagara

Kobe Bean Bryant è un campione. Potremmo chiuderla così, senza dilungarci, ma non aggiungeremmo nulla di nuovo a qualcosa che negli anni ha preso forma fino a diventare leggenda dotata di vita propria. Invece proseguiamo, perché Kobe è un campione in qualsiasi aspetto della vita, comincia a venir spontaneo pensare. Dopo le meravigliose gesta cestistiche alle quali ha posto fine con il ritiro nel 2016, per Kobe Bryant Oscar in vista, almeno si spera. No, non avete letto male.

“Dear Basketball”, con queste parole iniziava la toccante lettera del 2015 con la quale il Black Mamba si separava dalla pallacanestro giocata. Quella pallacanestro che tanto ha dato a lui, e a cui lui ha dato tutto. Nel caso di miti viventi come Kobe, è quasi scontata la trasposizione cinematografica di quanto di epico sia stato fatto in carriera, soprattutto se i miti in questione dimorano da una vita in quel di Los Angeles, patria del cinema. Così è nato “Dear Basketball”, cortometraggio animato in stile cartoon che vede protagonisti Kobe Bryant nelle vesti di personaggio e narratore della propria stessa lettera, ma anche (non dimentichiamo) la pallacanestro, motore inesauribile di una vita di sacrifici sportivi ripagati con gioie e successi.

Ora, per Kobe Bryant Oscar è una parola che fa sognare in grande: il cortometraggio è in nomination nella categoria “Animated Short”, con tanto di tweet ufficiale dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, e parteciperà alla corsa al premio in occasione della 90esima edizione degli Academy Awards, in scena il 4 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles.

È chiaro che i concorrenti non sono né facili da battere né inferiori come seguito, tematiche e tecniche di produzione e realizzazione, ma d’altro canto in partenza le pretese di Kobe, che pure sappiamo essere un futuro produttore, autore e conduttore televisivo, non erano così alte da puntare al massimo riconoscimento cinematografico. Bryant ha ringraziato in un tweet le persone che hanno reso possibile il progetto, il produttore Glen Keane e il compositore John Williams.

Rimane assoluta e totale la riverenza del “nostro mondo” nei confronti di quello che molti definiscono il migliore giocatore di sempre e che tutti unanimemente hanno sempre identificato come contributore fondamentale nella crescita del gioco; ora si tratta di capire se nella bacheca dei trofei il Mamba dovrà fare spazio o meno ad un premio un po’ diverso da Larry O’Brien e MVP.

 

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