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Sue Bird e l’aneddoto su Kobe Bryant e la foto di Paul Pierce

di Michele Gibin

Sue Bird, stella WNBA con le Seattle Storm, racconta in diretta su ESPNW con Chiney Ogwumike un episodio risalente all’estate 2008, quando gli atleti delle nazionali USA si trovavano a Pechino per le Olimpiadi, che riguarda Kobe Bryant e Paul Pierce.

Bird ha voluto ricordare Kobe Bryant, impegnato con Team USA a riconquistare l’oro olimpico con il “redeem team” quattro anni dopo il flop di Atene 2004, con un aneddoto che aggiunge leggenda alla leggenda, sull’innato spirito competitivo del Black Bamba.

Kobe Bryant aveva vinto il suo primo e unico premio di MVP stagionale nel 2008, ma i suoi Lakers erano caduti in finale per 4-2 contro i Boston Celtics di Kevin Garnett, Paul Pierce e Ray Allen. Sue Bird ricorda una sera in cui alcuni atleti delle squadre di basket USA si erano ritrovati assieme. “Era la prima volta in realtà che lo conoscevo di persona“, racconta Sue Bird “Quell’anno i Lakers avevano perso con i Celtics, e a Kobe ancora bruciava la sconfitta, si capiva (…) una sera, mentre ci stavamo rilassando un po’, Kobe vide un giornale con una foto di Paul Pierce che festeggiava dopo la vittoria, braccia al cielo. Non disse una parola, iniziò a ritagliare la foto seguendo la figura di Pierce, poi piegò il foglietto e se lo mise in tasca: ‘Motivazione’“.

Dopo la fine della carriera da giocatore, Kobe Bryant era diventato uno scrittore e sceneggiatore anche da Oscar, con il cortometraggio “Dear Basketball” che trionfò agli Academy Awards nel 2017, ed un testimonial per il basket professionistico femminile. “Si rivedeva tantissimo in Gigi (la figlia Gianna Maria, scomparsa assieme al padre in un indicente aereo lo scorso 26 gennaio a Calabasas, Los Angeles, ndr), vedeva in lei una ragazzina con dei sogni, esattamente come era stato lui un tempo. Per i ragazzi, la via verso il professionismo a volte è persino facile, per noi ragazze è invece diverso e credo che Kobe abbia pensato: non ci dovrebbe essere differenza, e voglio che mia figlia abbia le stesse chance che ho avuto io. Credo che anche questo fosse il motivo per cui Kobe aveva iniziato a sostenere il basket femminile“.

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