Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBrooklyn NetsKyrie Irving anticipa: “Giocherò anche in altri campionati oltre la NBA”

Kyrie Irving anticipa: “Giocherò anche in altri campionati oltre la NBA”

di Michele Gibin
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Kyrie Irving posta un video tratto da YouTube di ESPN targato 2018, in cui Kobe Bryant ne esaltava le qualità offensive, e nel rispondere via Twitter a un utente “svela” i suoi piani per il futuro.

Nessuna anticipazione di quale sarà la sua prossima squadra NBA. Irving sembra destinato almeno in questa stagione a restare a Brooklyn con i Nets, a meno di sorprese. Nella sua replica, Kyrie ha tratteggiato una sorta di breve bilancio della sua parabola NBA anticipato l’intenzione di sperimentare altri campionati.

Io? Non ho bisogno di nulla per gasarmi… questo sarà il mio dodicesimo anno nel campionato più bello del mondo e sto solo crescendo ancora. Quando avrò 38 anni e avrò tempo di riflettere davvero sulla mia carriera, lo farò, ma fino ad allora continuerò a godermi ogni momento. E no, la mia carriera non finirà a 38 anni, sarà in qualche altro campionato in giro per il mondo per giocare e insegnare le verità che mi sono state insegnate“.

Bisognerà attendere ancora un po’, e soprattutto affidarsi alle parole di un giocatore che in vita sua ha spesso cambiato idea sui suoi propositi e che non è certo un tipo prevedibile. La curiosità di vedere però un talento come Kyrie Irving in un campionato europeo sarebbe parecchia, la star dei Nets ha inoltre legami con l’Australia, dove è nato e dove ha vissuto a seguito del padre, per cui anche l’ipotesi di un tour down under non è da escludere.

Per ora Irving resta un giocatore dei Brooklyn Nets. Secondo quanto riportato dal NY Post inoltre, negli ultimi giorni ci sarebbe stato un “disgelo” tra il numero 11 e il proprietario della squadra Joe Tsai, col miliardario di origine taiwanese che ha rilanciato sempre su Twitter un post in cui alla premiere del documentario “NYC Point Gods”, co-prodotto da Boardroom di Kevin Durant, alcuni ospiti di riguardo come Mark Jackson, God Shammgod e Rafel Alston indicavano Irving come all’altezza delle grandi point guard newyorchesi del passato.

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