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Lakers-Clippers, squadre inginocchiate durante l’inno: “Decisione presa insieme”

di Francesco Schinea

Se Lakers e Clippers hanno dato spettacolo in campo, il momento più importante del derby losangelino disputato nella notte è avvenuto al di fuori dei 48 minuti di gioco, durante l’inno nazionale. Giocatori, allenatori e arbitri hanno usato questo momento per inginocchiarsi, in segno di lotta alla discriminazione razziale che ancora oggi caratterizza fortemente gli Stati Uniti.

Per due minuti la grande rivalità fra le due franchigie è stata messa in disparte. Ogni individuo sul parquet, a prescindere dalla squadra di appartenenza, si è inginocchiato, dopo che Lakers e Clippers avevano concordato ciò insieme.

“Prima di ieri sapevamo tutti che lo avremmo fatto”, ha dichiarato Kawhi Leonard. “Ci siamo riuniti, entrambe le squadre insieme. Volevamo rilasciare una testimonianza importante e lo abbiamo fatto”

Lakers-Clippers, Doc Rivers: “Inno? C’è chi è stato inginocchiato sul collo di qualcun altro”

Il gesto reso celebre dal giocatore NFL Colin Kaepernick non rappresenta l’unica mossa dedita a favorire il cambiamento sociale. La lega ha, infatti, autorizzato i giocatori a sostituire il proprio nome sulla divisa di gioco con un messaggio come “Equality” o “Black Lives Matter”.

Nessuna delle 4 superstar scese in campo nella notte (James, Leonard, Davis e George) ha optato per inserire una di queste affermazioni sul retro della propria maglia, ma la sfida tra le due franchigie californiane è riuscita comunque ha dare un segnale forte contro il razzismo. Le parole più toccanti riguardo l’argomento sono state senza dubbio rilasciate a Farbod Esnaashari da Doc Rivers, coach dei Los Angeles Clippers.

“La cosa più difficile che ho dovuto fare stasera è stare inginocchiato per due minuti, come si mi facessero male le ginocchia. Ad un certo punto però ho pensato che qualcuno ha avuto il ginocchio sul collo di qualcun altro per otto minuti. È pazzesco quando ci pensi”.

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