Mancavano solo 9 punti e LeBron James ha impiegato appena un quarto di gioco per fare l’ultimo gradino, quello che lo separava dai 40mila punti in carriera, traguardo simbolico e cifra tonda tonda per l’uomo che era già il miglior marcatore di sempre nella storia della NBA sia per punti realizzati in regular season, sia per punti tra stagione regolare e playoffs.
I Los Angeles Lakers non hanno saputo coronare la serata del grande traguardo con una vittoria, alla Crypto.com Arena sono passati i Denver Nuggets per 124-114. LeBron James ha segnato 26 punti con 4 rimbalzi e 9 assist, i 2 punti del record sono arrivati con un layup a inizio secondo quarto. Denver ha risposto con il solito Nikola Jokic da 36 punti con 10 rimbalzi e 7 assist, e con i canestri di Jamal Murray e Michael Porter Jr, e si è portata a casa il risultato grazie a un parziale finale di 13-4.
Tutto il quintetto base dei Lakers è andato in doppia cifra per punti, ma la panchina cortissima viste le assenze non ha prodotto nulla per coach Darwin Ham. Anthony Davis ha segnato 17 punti, Rui Hachimura ne ha aggiunti 23 e Austin Reaves 19 ma i padroni di casa hanno pagato nel finale le rotazioni inesistenti. LeBron ha giocato 37 minuti, Davis 39.
Il traguardo dei 40mila punti per LeBron James, per quanto impressionante, è soprattutto il simbolo di una carriera longeva e di livello altissimo come non ne se sono mai viste nella storia dello sport mondiale. L’impresa che conta, quella di superare Kareem Abdul-Jabbar, LeBron l’aveva già compiuta nel febbraio 2023, ora si tratta di mettere ancora più distanza tra sé e gli inseguitori futuri.
“Io mi sento ancora una minaccia in campo e sono ancora in grado di fare le stesse cose che facevo 10 anni fa” ha detto James dopo la partita “E anche alcune cose che facevo 20 anni fa, il che suona abbastanza strano. Essere il primo a raggiungere questo traguardo è una bella cosa, con tutta la storia che questa lega ha. Per me è sempre contato innanzitutto vincere e mi dispiace che sia arrivato oggi con una sconfitta“.
Dopo aver superato la quota simbolo di 40mila, alla prima palla ferma il pubblico a reso omaggio a LeBron James e durante il timeout gli è stato consegnato il pallone del record. Dopo la partita negli spogliatoi è arrivata la foto di rito con il foglio bianco e la cifra scritta sopra a penna in nero, come quella celebre dei 100 punti di Wilt Chamberlain del 2 marzo 1962, esattamente 62 anni fa. “I miei record, come questo, sono sempre arrivati organicamente, non mi sono mai messo sull’idea di superarli. Ho sempre rispettato il Gioco e lui mi ha saputo ripagare anche così, io non ho mai voluto essere il miglior scorer di tutti i tempi. Ma sono ancora in campo, gioco e posso ancora segnare tanto, e il numero cresce“.
“Se sara un record imbattibile? Di giocatori che possono segnare tanti punti ce n’è, e se riusciranno a giocare tanti anni e a restare integri prima o poi lo supereranno. Ogni record esiste perché sia superato, pensiamo al record di triple doppie di Oscar Robertson che sembrava irraggiungibile, poi Westbrook lo ha superato e oggi abbiamo gente come Luka Doncic e Nikola Jokic“.
“La cosa da ammirare in LeBron James è la sua grandezza e la sua continuità” ha detto coach Michael Malone “Ci sono così tante storie di grandi talenti che poi non sono mai diventati niente di che. E se guardiamo a LeBron lui sin dal liceo a St Vincent-St Mary ha sempre superato un test dietro l’altro, pensiamo a come ha gestito i riflettori e la fama sin da ragazzo. E oggi guardiamo a cosa sta facendo ancora, sembra non abbia intenzione di smettere. Davvero incredibile se la si vede così“.

