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LeBron James su Black Lives Matter e Breonna Taylor: “Giustizia”

di Michele Gibin

Prima uscita della “nuova ” stagione per i Los Angeles Lakers e prima sconfitta, contro i Dallas Mavericks in una gara in cui coach Vogel dà ampio spazio alle riserve ed agli esperimenti.

108-104 il risultato per Luka Doncic e compagni, lo sloveno chiude con 14 punti, 5 rimbalzi e 6 assist ma il migliore in campo per i Mavs è Seth Curry, che segna 23 punti in appena 15 minuti, con 6 su 6 al tiro dalla lunga distanza.

Per LeBron James una prova da 12 punti, 3 rimbalzi e 5 assist in 15 minuti di gioco, ed il primo highlight della ripresa della stagione con una potente schiacciata in contropiede nel primo tempo.

Il post partita però, come concordato dai giocatori nei giorni scorsi, è quasi interamente dedicato alla causa, a Black Lives Matter ed al messaggio sociale che gli atleti NBA si sono imposti di dover diffondere dal loro campus isolato di Orlando, Florida.

Per prima cosa, vorrei chiedere di nuovo giustizia per la famiglia di Breonna Taylor, che si faccia luce su tutta la vicenda“, così LeBron esordisce con i cronisti collegati via Zoom “Chiediamo l’arresto dei poliziotti responsabili (…) noi giocatori NBA, ed io che sono tra i leader della nostra comunità vogliamo far sapere allo stato del Kentucky ed alla famiglia di Breonna Taylor che vogliamo giustizia. Quel che è giusto è giusto, ed in questa vicenda c’è qualcosa di profondamente sbagliato, ed è chiaro ai miei occhi come agli occhi di tutti noi, in America e non solo. Cosa avremmo dovuto avere per chiedere giustizia? Un video dell’omicidio come per George Floyd?“.

LeBron James su Black Lives Matter “Non è solo un movimento”

James ha poi parlato con i cronisti dell’essenza di Black Lives Matter, movimento ormai divenuto globale di attivisti contro il razzismo. La parola “movimento” non piace però a LeBron: “Non lo è, essere neri non è un movimento, è uno stile di vita. Non è qualcosa che avrà una fine ma è un cammino che interessa le vite di tutti (a walk of life, ndr). Siamo neri, ed è quello che è“.

Ed oggi, noi sappiamo che per ottenere qualcosa dobbiamo fare molta più strada e fatica rispetto ad altri, è una cosa che noi tutti sperimentiamo“, prosegue James “Ma è al tempo stesso qualcosa che ci rende più forti e più uniti, perché abbiamo superato tante difficoltà in passato. Ma se non sei una persona di colore, non puoi davvero capire. So che tanti di voi capiscono e ci tengono, ma non potete davvero capire cosa sia essere nero in America oggi“.

E’ importante per noi giocatori parlare e farci sentire oggi, è un momento in cui possiamo davvero farci ascoltare con forza. Anche se non ti interessa cosa diciamo, noi abbiamo una voce e ci facciamo sentire. Questo conta“.

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