Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsThompson e Wiggins le grandi incognite della stagione dei Golden State Warriors. Per motivi diversi

Thompson e Wiggins le grandi incognite della stagione dei Golden State Warriors. Per motivi diversi

di Gabriele Bozzetti
Golden State Warriors

Tante incognite si prospettano in vista dell’inizio della nuova stagione NBA per la franchigia di San Francisco, i Golden State Warriors. Nel Media Day si è cercato di tirare le somme e far luce su questioni irrisolte come il ritorno di Klay Thompson e la disponibilità di Wiggins data la mancata vaccinazione.

Klay Thompson: “Ho pensato al mio rientro con i Golden State Warriors per due anni”

È incredibile quante cose possono cambiare in poco più di due anni, e sicuramente dall’ultima partita giocata da Klay Thompson le cose per gli Warriors e nella lega sono cambiate parecchio. Da una squadra che considerava le NBA Finals di casa ormai, sono due anni che i Dubs non partecipano alla post-season. Complici sicuramente gli infortuni di Curry e Thompson e la dipartita di Durant, i Warriors che conosciamo oggi portano cicatrici enormi degli anni passato.

Per Klay sarebbe un ritorno davvero speciale per poter ricominciare a far sognare tutti i tifosi Dubs: “Oh, sì, ho pensato a quel momento per due anni. Mi è davvero mancato il basket. Mi manca giocare per gli Warriors e davanti ai nostri grandi tifosi. Ti mentirei se dicessi che non ci ho pensato. Ci penso ogni giorno e mi innervosisco un po’. Ma sarà molto speciale.”

Dalle parole di Thompson traspare ottimismo, anche se come riferito dal GM Bob Myers sarà un “percorso in salita” e probabilmente se ne parlerà verso gennaio. Il suo ritorno avverrà in una gara casalinga a San Francisco e anche se non sarà ad Oakland, dove giocò la sua ultima partita, il Chase Center sarà un nuovo punto di partenza oltre che la sua nuova casa.

Thompson si è detto deciso a seguire l’esempio dei più grandi tiratori dal punto di vista della longevità nella lega: “I più grandi tiratori hanno sempre avuto longevità, che si tratti di Ray Allen, Reggie Miller o Steph (Curry, ndr) o Steve Kerr. Ho intenzione di girare in questo campionato per molto tempo”. Essendo uno dei più grandi tiratori della storia non può che essere altrimenti. 

In questo periodo di inattività professionistica Klay ha potuto prendere parte a diverse campagne sociali come il Black Lives Matter, e ha riferito quanto il suo momento preferito di un terribile 2020 – che include una pandemia globale, la morte di sua nonna e una riabilitazione ardua e solitaria – sia stato quando stava camminando per le strade di Oakland durante la marcia BLM con il suo compagno Juan Toscano-Anderson.

Wiggins: “Continuerò a lottare per ciò in cui credo”

L’incognita più grande in queste ore per i Golden State Warriors è Andrew Wiggins. Il ragazzo non è vaccinato e ha dichiarato di non volersi vaccinare. Il problema è che la città di San Francisco, cosi come New York, ha diramato un provvedimento secondo cui, chi non è vaccinato non può entrare in un palazzetto. Per Wiggins questo significherebbe non potersi allenare e non giocare in casa a San Francisco, in trasferta per ora a New York e Brooklyn.

Wiggins aveva richiesto un’esenzione per motivi religiosi ma senza ottenere successo.

Situazione che Bob Myers pensa si possa risolvere prima dell’inizio della stagione: “La mia convinzione è che avremo la squadra al completo”, ha detto Myers. “Non mi sto preparando per qualcosa di diverso in questo momento. Non credo ci servano le ipotesi in questo momento. Capisco perché la gente deve chiederselo. Ma noi ora affronteremo la realtà ed è quello che facciamo ogni giorno. Come ho detto, sono fiducioso che avremo una squadra al completo”.

Sia Curry che Iguodala hanno dichiarato quanto questa sia una decisione personale di ognuno e che alla fine sarà una sua responsabilità.

“Ho decisamente la schiena al muro. Continuerò a combattere per ciò in cui credo. Quel che è giusto per una persona non lo è per un’altra e viceversa”, ha dichiarato Wiggins.

Mentre la franchigia californiana attende le decisioni di Wiggins per la prossima stagione, anche altri giocatori come Bradley Beal e Kyrie Irving hanno dichiarato di non volersi vaccinare, un braccio di ferro tra che vedrà la fine solo nelle prossime settimane.

Per i Golden State Warriors si attende una stagione di grande ritorno, e il trio Curry, Thompson e Iguodala può far sperare i tifosi nostalgici con un occhio alla stagione 2015.

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