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Media day Warriors, Curry e Green sono chiari: “Puntiamo alla sesta finale NBA consecutiva”

di Francesco Catalano

Nella serata di lunedì 30 settembre si è tenuto anche il media day dei Golden State Warriors. Un evento interessante per capire che aria si respira nella Baia dopo che i Dubs sono stati detronizzati da Toronto e hanno subito numerosi stravolgimenti quest’estate. Hanno salutato nomi altisonanti come quelli di Kevin Durant, DeMarcus Cousins e Andre Iguodala. E’ arrivato però da Brooklyn D’Angelo Russell. In ogni caso è evidente che quello che aspetta gli Warriors in questa nuova stagione è qualcosa di nuovo.

Il punto fermo da cui ripartire sono ovviamente quei tre bravi ragazzi che costituiscono il nucleo della dinastia da quando è iniziata: Steph Curry, Klay Thompson e Draymond Green. Dimenticare il nome di Golden State tra le contender al titolo non solo è ingiusto, ma anche superficiale. E’ ingenuo affermare che fossero una squadra dipendente da Kevin Durant; in diversi si dimenticano che i tre sopracitati sono già riuscitati a vincere un titolo NBA con le loro forze. E quest’anno l’arrivo di Russell non è proprio un dettaglio marginale.

Tuttavia, quello che più ha dato la scossa ieri è il leader carismatico del gruppo, ovvero Draymond Green.

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Curry al media day degli Warriors: “Abbiamo la mentalità vincente nel DNA”

Non sono sicuro di quali siano le aspettative di ognuno. Non abbiamo fatto nessun incontro ancora. Ma so quali sono le mie. Non cambiano da un anno all’altro, sono sempre le stesse. Steph Curry è in squadra con noi? Klay Thompson? Si.”

Anche Curry, come il compagno di squadra, non ha dubbi: l’obiettivo è la sesta finale consecutiva.

Ovviamente. Finché abbiamo il gruppo solido che possediamo e le esperienze che abbiamo accumulato, avremo sempre in testa quell’obiettivo. La parte divertente è che dobbiamo ricreare ogni volta l’estetica e incorporare i nuovi pezzi, e questa è la parte più divertente”. Così ha parlato Steph ai microfoni di ESPN. Il sistema applicato quindi è proprio quello: uno zoccolo duro di tre giocatori attorno ai quali ogni anno orbitano giocatori diversi. Con l’aggiunta di attori principali: Kevin Durant prima, D’Angelo Russell ora.

Poi ha continuato Curry: “Sappiamo chi c’è ancora nella nostra squadra. Io, Klay, Draymond, D’Angelo e ovviamente un sacco di nuovi arrivati. Abbiamo molti pezzi da mettere insieme. Sappiamo che assumerà un aspetto differente – una nuova struttura, un nuovo roster – ma quando hai la mentalità vincente nel DNA come noi e quando hai la nostra esperienza, puoi scommettere su questo progetto”.

Steph sembra quindi fiducioso del risultato che gli Warriors possono fare in questa annata. Anche se la Western Conference è diventata tremendamente più attrezzata e competitiva. Dello stesso avviso è anche Green che lo ha ribadito con la sua consueta determinazione.

Penso che sicuramente ci torneremo (in finale, ndr) io, Steph e Klay – con l’esperienza che abbiamo, i nostri palmares e ovviamente con le nostre condizioni fisiche al meglio. Poi aggiungi a tutto ciò il giovane D’Angelo Russell e Kevon Looney che ha un nuovo contratto – è una miriade di talento”.

Klay Thompson: “Il lavoro di riabilitazione è noioso, ma bisogna avere pazienza”

Uno dei tre pilastri, però, per gran parte della stagione non sarà della partita. Klay Thompson infatti dovrà recuperare appieno dalla rottura del legamento crociato che ha subito a gara 6 delle ultime NBA Finals. E’ un percorso lungo che richiede pazienza e così Klay ha risposto alle pressanti domande riguardo il suo ritorno in campo.

Farò quello che la dirigenza mi dice di fare. L’ultima cosa da fare è voler tornare in fretta, soprattutto per un giocatore come me che vuole giocare a lungo anche dopo i trent’anni. Voglio giocare ad un alto livello fino a quel momento. Anche se mi uccide non poter essere in campo, la pazienza è una virtù e voler affrettare i tempi non sarebbe intelligente”.

La parola d’ordine è perciò prudenza. Tuttavia, lo Splash Brother non nasconde che la riabilitazione è un processo lungo e spesso noioso.

I workout da fare non sono divertenti. Fai un sacco di esercizi noiosi per riprendere forza e fiducia e superare quegli ostacoli mentali che potrebbero trattenerti indietro. Ho avuto l’intervento chirurgico il 2 luglio, e ho fatto grandi progressi da allora. Non è divertente, ma è il nostro lavoro per tornare ancora più forti, e il team ha fiducia in quello che faccio. Ecco perché penso che mi abbiano proposto l’estensione contrattuale”.

Successivamente Thompson ha speso qualche parola anche per il nuovo compagno di squadra D’Angelo Russell. L’ex Nets in un primo periodo dovrà sostituire proprio Klay per poi aggiungersi in campo agli Splash Brothers.

Penso che sarà facile. Penso che il mio stile di gioco possa adattarsi a chiunque, e D’Angelo (Russell, ndr) è uno straordinario assist-man e non penso abbia giocato con due tiratori come me e Steph. (Curry, ndr). Ritengo che sappiamo tutti come giocare per raggiungere un alto livello, e siamo tutti molto poco egoisti”.

Infine, l’ultima palla passa proprio dalle mani di coach Steve Kerr. Lui dovrà trovare il sistema di gioco adatto per integrare al meglio all’interno del gruppo i nuovi arrivati. E soprattutto D’Angelo Russell. Dovrà anche lui evolvere il gioco della squadra, in modo che si sviluppi mantenendo però il suo nerbo caratterizzante. Tuttavia, durante l’intervista di ieri si è concentrato poco su queste tematiche, preferendo parlare invece del futuro della società.

Penso che l’aspettativa per il nostro gruppo dovrebbe essere di sviluppare un giovane gruppo di giocatori. Quello che dobbiamo fare quest’anno è spendere tantissimo tempo ed energia in quei giovani ragazzi in modo che possano diventare giocatori chiave per la nuova era degli Warriors. Se riusciamo a farlo, possiamo prendere un po’ di loro e inserirli nelle rotazioni; stiamo ancora cercando una buona ala”.

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