Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsCharlotte Hornets NBA, la sfida per il MIP è tra Miles Bridges e Darius Garland

NBA, la sfida per il MIP è tra Miles Bridges e Darius Garland

di Michele Gibin
Miles bridges

Il primo ha vinto, il secondo ha perso ma sia Miles Bridges degli Charlotte Hornets che Darius Garland dei Cleveland Cavs hanno dimostrato in campo domenica perché sono da considerare i favoriti per il premio di Most Improved Player per la stagione NBA 2021\22.

Nella vittoria in volata per 130-127 sul campo degli Atlanta Hawks, Bridges ha chiuso con 32 punti e 11 su 15 dal campo, con 4 assist e 3 recuperi difensivi, e 4 su 6 al tiro da tre. Vittoria importante per Charlotte che era senza LaMalo Ball, Mason Plumlee e Terry Rozier, fermati dal Covid.

17 su 37 da tre punti per Charlotte, trascinata da Miles Bridges e Kelly Oubre Jr. Proprio dell’ala da Michigan State il canestro dalla media distanza, in isolamento contro John Collins, che ha indirizzato del tutto la partita a un minuto dal termine Gli Hornets sono saliti a 14-11 di record e continuano a inseguire i playoffs della Eastern Conference diretti, tra le prime 6 posizioni, in questa stagione Bridges sta viaggiando a 20.4 punti di media, con 7.3 rimbalzi e 3.2 assist a partita, con il 33.7% al tiro da tre punti.

Cifre che oltre a renderlo il favorito numero 1 per il premio di giocatore più migliorato della stagione, potrebbero aprire per Miles Bridges anche le porte del primo All-Star Game in carriera. Alla luce di un rendimento simile, la scelta di Charlotte di non rinnovare già prima della stagione il suo contratto si dovrebbe trasformare in una “benedizione” per il giocatore, che da restricted free agent potrà chiedere cifre ancora maggiori a fine annata.

Quella di oggi è stata una partita in cui abbiamo dimostrato qualcosa, ovvero che siamo qui e ci vogliamo restare“, così Bridges a fine partita.

I suoi Cavs hanno perso in volata, e dopo una rimonta da -13 (97-84) a inizio quarto quarto contro gli Utah Jazz, ma Darius Garland ha usato questo inizio di stagione per risolvere senza appello una delle domande più importanti a Cleveland: puntare su di lui o su Collin Sexton?

Contro Utah, Garland ha chiuso con 31 punti, 5 assist e 4 recuperi difensivi, con 5 su 8 da tre punti e ha fallito il tiro della vittoria a 2.8 secondi da termine dopo aver fatto impazzire la difesa dei Jazz per 35 minuti. In stagione, l’ex Vanderbilt gira a 19.7 punti di media, con 7.2 assist e il 39% al tiro da tre punti, Garland ha esteso il suo range di tiro dalla distanza, e sul pick and roll ha saputo “rallentare” e imparare a leggere il gioco con più pazienza. Le palle perse (4 di media) sono ancora tante, ma sono un sottoprodotto di uno usage rate mai così alto in carriera, e a soli 21 anni. Nelle ultime 6 partite inoltre, Garland sta segnando 23.1 punti di media con il 52.9% al tiro, con 8.2 assist e 4 rimbalzi.

Uno dei motivi per cui in estate i Cavs non hanno esteso il contratto di Sexton, è stata la fiducia nella stagione dell’esplosione di Garland, che sarà a sua volta eleggibile per la sua rookie scale extension nel 2022. Con Darius Garland, Jarrett Allen (altro candidato per il premio) e il rookie Evan Mobley, i Cavaliers hanno trovato il nucleo giovane che potrebbe riportarli stabilmente ai playoffs in futuro, magari iniziando già da questa stagione.

Con Kevin Love e Cedi Osman, i Cavs hanno inoltre due contratti che sul mercato potrebbero portare altre scelte al draft o giocatori potenzialmente più funzionali. Anche la posizione di Collin Sexton, che salterà il resto della stagione per infortunio, sarà da tenere d’occhio. Dopo la sconfitta contro Utah, i Cavaliers hanno un record di 13-11 che li mette nel pieno della lotta playoffs diretti o play-in a Est, il record casalingo (5-7) può e deve migliorare e il calendario delle prossime 15 partite prevede tante gare alla portata, per mettere da parte vittorie.

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