Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsI coach NBA: “L’età degli allenatori non sia unico criterio”, ma l’ultima parola è della lega

I coach NBA: “L’età degli allenatori non sia unico criterio”, ma l’ultima parola è della lega

di Michele Gibin
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Se la NBA dovesse seguire le indicazioni sanitarie dei CDC (i centri per lo studio delle malattie infettive in America) il personale della squadre al di sopra della soglia d’età di maggior rischio, i 65 anni, potrebbero dover restare a casa mentre le rispettive squadre giocano a Orlando.

E’ il caso di 3 capo allenatori NBA: Gregg Popovich, Mike D’Antoni e Alvin Gentry. L’associazione degli allenatori NBA ha messo nero su bianco le preoccupazioni di categoria tramite il presidente Rick Carlisle, in un comunicato: “La salute e la sicurezza per tutti i coach NBA è la nostra prima preoccupazione, ma siamo egualmente preoccupati che i coach possano avere la possibilità di lavorare, e non attendere che il loro posto di lavoro possa essere a rischio. La NBA ci ha assicurato che l’età non sarà l’unico criterio per essere esclusi“.

La NBA ha creato d Orlando delle condizioni di sicurezza maggiori persino di quelle normali“, prosegue il comunicatoA meno di minacce significative, riteniamo che ogni coach possa essere libero di valutare i rischi di allenare a Orlando“.

NBA, l’età degli allenatori non sarà l’unico criterio

Assieme al corposo manuale con le linee guida da seguire per la permanenza ad Orlando, la NBA ha fornito alle squadre un protocollo per la “identificazione e protezione” dei soggetti ritenuti a maggior rischio in caso di infezione da coronavirus: asma, problemi cardiaci, cure mediche in corso, obesità e fumo ed una serie di patologie pregresse.

Le squadre dovranno compilare un questionario che sarà poi valutato da un medico nominato dai team stessi. Ogni membro dello staff dovrà dunque munirsi di certificato medico per poter viaggiare a Orlando.

La NBA si riserverà comunque in ogni momento di verificare e rivalutare le condizioni del singolo membro. E se il verdetto della NBA dovesse essere negativo, la decisione avrà carattere “definitivo e non impugnabile”.

Il 69enne Mike D’Antoni ha già ricevuto un certificato di idoneità a Houston, ed ha già fornito alla NBA la documentazione per il nulla osta ad allenare i suoi Rockets ad Orlando.

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