Riprendere la stagione NBA in campo neutro e senza tifosi porterà inevitabilmente al venir meno del fattore campo che da sempre caratterizza i playoffs. L’impossibilità di disputare in casa quattro delle sette partite di una serie ha portato le squadre meglio piazzate in classifica a proporre, secondo quanto riportato da ESPN, diverse ipotesi per recuperare tale vantaggio.
Tra le proposte, che richiederebbero l’approvazione dell’associazione giocatori e di due terzi del board of governors, vi sono le seguenti:
- La squadra testa di serie ottiene il primo possesso del secondo, terzo e quarto periodo di gioco, mentre il primo è determinato dalla palla a due;
- La squadra testa di serie può selezionare un giocatore che verrebbe espulso al settimo fallo, invece che al sesto;
- L’allenatore della squadra testa di serie può sfruttare un ulteriore challenge;
- La franchigia meglio piazzata può istallare il parquet della propria arena sul campo di Orlando;
- Le squadre teste di serie potranno scegliere per prime l’hotel in cui alloggiare nel Disney World Resort di Orlando.
Un’ultima ipotesi, che difficilmente però la lega potrebbe accogliere, sarebbe quella di dare la possibilità alle teste di serie di scegliere le franchigie da affrontare nel primo turno della post-season. “Scegliere il proprio avversario può offendere gli dei del basket”, ha dichiarato a tal proposito un membro della dirigenza di una squadra della Eastern Conference. “Cercando di risolvere un problema, potresti crearne altri”.
Al momento quello del fattore campo non sembrerebbe comunque la preoccupazione principale della NBA e di Adam Silver. Il commissioner della lega statunitense è, infatti, alle prese con la formulazione di un nuovo calendario per riprendere la stagione interrotta a causa dell’emergenza Coronavirus. Al momento sembrerebbe certa la ripartenza il prossimo 31 luglio ad Orlando, con le finali che si dovrebbero disputare ad ottobre.

